Il caso

«Muore a Lamezia dopo avere atteso per 90 minuti l’ambulanza»: il Codacons denuncia e va in Procura

Il mezzo sarebbe dovuto arrivare da Girifalco perché l'ospedale Giovanni Paolo II ne era privo. Il presidente Di Lieto ha interessato del caso la magistratura

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di T. B.
28 novembre 2021
16:07

Morto a Lamezia Terme durante l’attesa di un’ambulanza da Girifalco. È l’ennesima denuncia sullo stato disastroso e altamente pericoloso del servizio di emergenza-urgenza del 118 e a farla è ancora una volta il Codacons. La tragedia si sarebbe consumata in pieno centro, in zona Tribunale.

Partita la telefonata al 118 per gravissima difficoltà respiratoria l’operatore, riporta la cronaca del Codacons, avrebbe risposto di non avere ambulanze disponibili passando così la palla alla Pet di Girifalco. Nel frattempo i familiari sarebbero stati rassicurati sull’intervento della Guardia medica, purtroppo mai arrivata.


«Ambulanza dopo 90 minuti»

«L’ambulanza da Girifalco arriva solo dopo 90 minuti, giusto in tempo per constatare il decesso del paziente – scrive il presidente Francesco Di Lieto - . Ovviamente non sappiamo se un tempestivo intervento avrebbe garantito qualche possibilità di sopravvivenza al malcapitato. Tuttavia è intollerabile ed anche vergognoso che nel pieno centro di una delle più popolose città calabresi, l’ambulanza impieghi 90 minuti per prestare soccorso. Per questo motivo abbiamo chiesto alla Procura di Lamezia Terme di verificare tutte le responsabilità in questa storia di ordinaria inefficienza».

La denuncia del Codacons

«Immaginiamo cosa potrebbe accadere se la richiesta dovesse pervenire da uno dei paesini dell’entroterra. Qualche anno addietro denunciavamo – prosegue la nota del Codacons – che in Calabria mancano ambulanze e le persone rischiano di morire. Oggi le responsabilità sono sotto gli occhi di tutti. In Calabria si muore perchè non ci sono ambulanze. Altrove, invece, sono i medici a mancare e, in altri casi, mancano i farmaci. E la lista potrebbe continuare».

«Incredibile che tutto ciò accada esattamente nel posto in cui i manager delle Asp siano stati lautamente ricompensati, dividendosi migliaia e migliaia di euro per “premi di risultato”. Stiamo pagando il prezzo di una sanità depredata da lupi famelici, in un assordante silenzio, sempre più simile alla complicità, da parte di tutta la politica regionale. Un horror gestionale che, paradossalmente, è stato lodato e ricompensato. Un sistema che continua a festeggiare nonostante si trovi sul ponte del Titanic. E mentre si balla i calabresi muoiono ed i medici e paramedici - chiosa il Codacons -continuano a pagare per tutti».

Giornalista
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