Museo Lombroso, Franceschini dice No alla chiusura. Il senatore De Bonis: «Non molliamo»

Il ministro oggi al Senato: «Anche se potessi non lo chiuderei». La replica del parlamentare che aveva presentato l'interrogazione: «Risposta scontata, non ci fermiamo qui»

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di Redazione
17 giugno 2021
18:49

La battaglia sul Museo Lombroso continua. Oggi il ministro Franceschini, rispondendo nel corso del question time nell’aula del Senato a un’interrogazione del senatore Saverio De Bonis (Misto), ha detto un secco «no» alla chiusura del Museo di proprietà dell’università di Torino e non dello Stato. «Non posso chiuderlo - ha detto - anche se volessi ma se potessi non lo chiuderei, perché il mio compito è aprire musei e non chiuderli».

«La battaglia va avanti»

Il senatore De Bonis, che dieci giorni fa aveva guidato una commissione, formata da intellettuali ed esperti, a Torino per vedere dal vivo le discusse esposizioni, tuttavia non si scoraggia: «Non ci aspettavamo una risposta diversa dal Ministro Franceschini, ma non abbiamo intenzione di abbandonare questa battaglia di civiltà. Durante il question time in Aula in merito alla mia interrogazione sul Museo Lombroso ho cercato di spiegare al Ministro perché quel Museo non assolva alla sua funzione storica e scientifica e mantenga invece una posizione che può risultare ambigua. Ho cercato di spiegare che il presunto metodo scientifico di Lombroso non è mai stato tale e che lui è sempre stato un impostore al servizio della classe dominante dell'epoca».


Depositata una mozione

De Bonis ha depositato oggi in Senato una mozione a sua prima firma, sottoscritta anche dai senatori De Falco, Fantetti, Lonardo, La Mura, Granato, Angrisani, Buccarella, Corrado. «Manipolando dati ed espungendo quelli che non convenivano alle sue assurde teorie razziste ai danni dei meridionali, Lombroso si conquistò un certo favore e una certa fama - afferma De Bonis -. Fama che sopravvive ancora oggi, malgrado tutto. Ma Lombroso non è il padre né della criminologia né di nessun'altra cosa. Lo sapevano bene i suoi contemporanei come Andrea Verga e Paolo Mantegazza, scienziati che invece applicavano con rigore il metodo scientifico. Per questo fu cacciato dalla Società di Antropologia nel 1882. Tutto questo il Museo non lo dice.

Dunque è quantomeno superficiale nella funzione che dice di voler svolgere, ossia di dimostrare che la scienza procede per tentativi ed errori. Qui della scienza non c'è nemmeno l'ombra, né nella figura di Lombroso né nel Museo che lo riguarda. Non si capisce perché lo pseudomuseo Lombroso debba rimanere aperto e invece il vero Museo di Antropologia ed Etnografia di Torino rimanga chiuso perché la sede non è a norma di sicurezza. Non cederò su questa battaglia». 

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