Uccisi dalla 'ndrangheta, la Calabria omaggia Giannino Losardo e Peppe Valarioti

VIDEO | Entrambi esponenti del Partito comunista italiano, Losardo e Valarioti hanno perso la vita per le loro battaglie contro le 'ndrine locali. Ma dopo 40 anni ancora nessuno ha pagato per le loro morti

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di Francesca  Lagatta
22 giugno 2020
17:17

Nel giorno del 40esimo anniversario dell'efferato omicidio di Giannino Losardo, la città di Cetraro ha ospitato la cerimonia di commemorazione, fortemente voluta e organizzata dal presidente del consiglio comunale Carmine Quercia. L'evento si è tenuto nel cimitero cittadino, dove riposa l'ex militante del Partito Comunista Italiano barbaramente trucidato. Più a sud, a Rosarno, nel pomeriggio dalla sede della "Casa del Popolo" è cominciata una maratona radio per ricordare Peppe Valarioti, compagno di partito di Losardo, ucciso soltanto dieci giorni prima.

Losardo e Valarioti uniti da un tragico destino

In Calabria il mese di giugno del 1980 fu terribile. L'11 di quel mese fu assassinato Peppe Valarioti, 30 anni, al termine di una cena per i festeggiamenti della tornata elettorale rosarnese, mentre 11 giorni più tardi si spense all'ospedale di Paola Giannino Losardo, raggiunto il giorno precedente da una scarica di proiettili mentre tornava a casa da un consiglio comunale infuocato. Il loro destino sembra legato a doppio filo, anche se le rispettive uccisioni sono maturate in due contesti differenti. Entrambi erano dirigenti del Partito Comunista Italiano, entrambi erano appassionati di politica e fervidi contestatori delle 'ndrine locali. La sorte li ha uniti anche dopo la morte, perché a distanza di 40 anni nessuno ha mai pagato per quei corpi crivellati. Di killer e mandanti ancora non si conoscono i nomi.

L'ombra della 'ndrangheta

Sebbene ad oggi i responsabili non abbiano ancora un volto, la magistratura, nel corso degli anni ha sempre collocato gli omicidi negli ambienti mafiosi, maturati per vendetta nei confronti delle vittime, che continuavano a denunciare senza sosta le malefatte delle 'ndrine. E' per questo che inizialmente, in due diversi processi, vengono sospettati di essere i mandanti Giuseppe Pesce e Franco Muto, a capo delle omonime cosche che controllavano, rispettivamente, il territorio della Piana di Gioia Tauro e del Tirreno cosentino. Ma durante i processi entrambi sono stati scagionati e ritenuti del tutto estranei alle accuse.

Il ricordo a 40 anni dalla morte

Alle 17:30 di ieri, dalla Casa del Popolo "Giuseppe Valarioti" di Rosarno, è partita una maratona radio che ha visto anche la partecipazione del Laboratorio Losardo e dell'Archivio Stop 'ndrangheta. La diretta è stata trasmessa su Radio Ciroma e Radio Eco Sud.

La cerimonia commemorativa a Cetraro

In mattinata, invece, a Cetraro si è tenuta una cerimonia commemorativa al cimitero, a cui hanno preso parte, tra gli altri, diversi esponenti delle forse dell'ordine e delle istituzioni. Oltre al sindaco Angelo Aita, hanno presenziato il presidente della Provincia Franco Iacucci, il referente regionale di Libera, don Ennio Stamile, il presidente della commissione regionale anti 'ndragheta Antonio De Caprio, e il suo vice Giuseppe Aieta, che oggi è anche consigliere regionale. In passato Aieta è stato sindaco di Cetraro e promotore della rivoluzione culturale che grazie alla sinergia tra scuola, chiesa e politica, ha portato negli ultimi anni alla liberazione della città dalla cupola mafiosa dei Muto. Dopo la celebrazione religiosa, il corteo si recato in visita nella cappella della famiglia Losardo, dove tuttora sono custoditi i resti del compianto Giannino.

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