Il pizzo chiesto da Giuseppe Francesco Liberati e le pretese di parenti e sodali per entrare agli spettacoli senza pagare. Gli agganci vantati nel Comune: «Senti a me, il suolo pubblico pagalo che poi ti faccio dare tutti i soldi indietro»
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
Nella cassa comune della consorteria di Isola Capo Rizzuto ci entravano i soldi della droga e delle estorsioni. Nell’inchiesta Libeccio i carabinieri di Crotone e la Dda di Catanzaro di estorsioni ne hanno intercettate cinque. Tra le vittime la cosca non ha risparmiato neanche il Circo Orfei, promettendo al titolare che non avrebbe avuto alcun fastidio se avesse consegnato i biglietti a Giuseppe Francesco Liberati. Liberati avrebbe insistito nella pressante richiesta (parliamo di maggio 2024) anche a fronte delle lamentele di Orfei che già aveva ceduto (a titolo gratuito) ben 78 biglietti.
«Ti sto dicendo – insiste Liberati – domani casomai se viene qualcuno che non siamo riusciti a dargli i biglietti vengo e ti dico “guarda questo qua fallo entrare basta” […] una mano ce la dai tu e una mano te la diamo noi stai tranquillo però … ti ho dato la parola che non ti dà fastidio nessuno».
Tra le altre cose Liberati vanta agganci nel Comune e assicura alla vittima che, in cambio dei biglietti, avrebbe fatto in modo che questa recuperasse i costi della concessione: «Senti a me, il suolo pubblico pagalo che poi ti faccio dare tutti i soldi indietro… altrimenti domani succede un casino qua da te, perché non siamo riusciti a dare tutti i biglietti, altrimenti domani ti vengono là e vogliono entrare, o mi risolvi questo problema o domani devi litigare con qualcuno».
Dalle intercettazioni si evince che Liberati aveva ottenuto i biglietti e ne aveva consegnato parte ai propri sodali.
Il primo giugno 2024 Giuseppe Francesco Liberti riceve la telefonata di sua cugina che aveva necessità di entrare. Liberti si fa passare la madre del titolare del circo che si trovava alla biglietteria al telefono, specificando di riferirle che era al telefono con lui e che lei era sua cugina. Una volta al telefono con la donna l’indagato le comunica di aver parlato con il marito e il figlio i quali sapevano che si sarebbe presentata la cugina con i figli e che poteva entrare. Anche da altre conversazioni captate si evince che i biglietti erano stati dati e distribuiti. Liberti riceve le richieste – da Simone Bruno Morelli per la moglie per esempio – e provvede.
Che circensi e giostrai dovessero pagare estorsioni in biglietti gratis e soldi alla ‘ndrangheta non è una novità. Da Lamezia Terme a Isola capo Rizzuto questa realtà è purtroppo venuta più volte a galla.
Il collaboratore di giustizia Francesco Oliverio, classe ‘90, ha raccontato al pm Paolo Sirleo (oggi in Dna) quello che avveniva alla festa della Madonna di Crotone: «Allora, per quanto riguarda la giostra, biglietti e soldi li va a prendere un anno a famiglia, però li divide sempre per tutti, sulle giostre». E se i soldi venivano divisi in parti uguali tra le varie famiglie mafiose per i biglietti funzionava diversamente: «Cambiano solo i biglietti, tipo i biglietti in funzione magari a chi è più… no? …se noi siamo una batteria di 50 persone non possiamo avere gli stessi biglietti di una batteria di 10».
«Deve evidenziarsi – commenta la Dda di Catanzaro – che la prassi di chiedere biglietti è abbastanza invalsa tra gli appartenenti alla ‘ndrangheta come ha riferito il collaboratore di giustizia Francesco Oliverio classe ’90».



