'Ndrangheta in Piemonte: nel processo Fenice entra il "gemellaggio" tra Sant'Onofrio e Carmagnola

I rapporti tra le due località verranno scandagliati nel corso del procedimento in corso ad Asti. Secondo la Dda di Torino sarebbe stata creata una locale "estera" riconducibile ai Bonavota

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di Redazione
14 settembre 2020
22:04

I rapporti fra la località piemontese di Carmagnola (Torino) e quella calabrese di Sant'Onofrio (Vibo Valentia) sono entrati agli atti del processo di 'ndrangheta chiamato Fenice, celebrato dal tribunale di Asti. L'insolita iniziativa è della Dda di Torino, che ha prodotto un carteggio – prelevato nel corso dell'indagine – per raccontare gli stretti legami fra le due cittadine sanciti anche formalmente nel 2008 da un protocollo di intesa per realizzare iniziative "sociali, culturali, turistiche, sportive, folkloristiche ed enogastronomiche".

 

La tesi dell'accusa è che a Carmagnola, dove vive una folta comunità di persone di origini calabresi, sia stata formata una locale della 'ndrangheta riconducibile alla 'ndrina dei Bonavota di Sant'Onofrio. Carmagnola è stata la prima città piemontese in cui si è svolta, nel 2003, la processione dell'Affruntata, antica rappresentazione religiosa che a Sant'Onofrio viene proposta il giorno di Pasqua.

 

Il processo Fenice (alla scorsa udienza unito a un altro di nome Carminius) conta 31 imputati fra cui Roberto Rosso, ex assessore regionale in Piemonte, chiamato a rispondere di un presunto episodio di voto di scambio. Rosso è agli arresti domiciliari: oggi era presente in aula.

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