'Ndrangheta, rideterminazione pena: per Furili condanna ridotta a 9 anni

Il 33enne è considerato membro della cosca Bellocco di Rosarno. Il tribunale di Palmi ha accolto la richiesta della difesa sul riconoscimento del vincolo della continuazione dei reati. Oggi è stato scarcerato

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di F.  A.
4 luglio 2020
15:24
Rocco Furuli
Rocco Furuli

Rideterminazione della condanna a 9 anni e contestuale scarcerazione. Così ha deciso il tribunale di Palmi in merito alla richiesta formulata dal legale del rosarnese Rocco Furuli, gli avvocati Giacomo Iaria e Luigi Romeo. Il collegio giudicante ha emesso l’ordinanza nella giornata di ieri, accogliendo la richiesta della difesa sul riconoscimento del vincolo della continuazione dei reati per i quali Furuli è stato condannato a partire dal 2008, quando per la prima volta fu ritenuto colpevole per possesso illegale di armi. Reato per il quale ha scontato due anni e mezzo di carcere. A questa si è aggiunta nel 2017, la condanna per associazione mafiosa a 6 anni di reclusione e l’anno dopo quella a 5 anni e due mesi rapina.

 

Rocco Furuli, 33 anni, è considerato organico alla cosca Bellocco di Rosarno e su questo punto è stata articolata dalla difesa la richiesta di continuazione dei reati al tribunale di Palmi. «La richiesta del riconoscimento del vincolo della continuazione – scrivono i giudici nell’ordinanza - avanzata nell’interesse di Furuli prende le mosse dalla sentenza emessa dalla Corte d’appello di Reggio Calabria. Nell’ambito di quel giudizio Furuli veniva ritenuto partecipe alla cosca Bellocco-Ascone… e aveva collaborato direttamente e personalmente con i vertici dell’organizzazione, svolgendo in particolare funzioni di assistenza ed appoggio logistico in favore di Vincenzo Ascone durante la sua latitanza e funzioni operative nel settore dell’approvvigionamento e della custodia delle armi e dello spaccio di sostanza stupefacenti».

 

La difesa, infatti, prende proprio spunto dalla sentenza di condanna per associazione mafiosa nella quale si contesta a  Furuli una particolare attitudine ed un ruolo nel settore delle armi per ritenere anche le condotte contestate nelle altre sentenze rientranti in un «unico programma criminoso». Una posizione, quella degli avvocati Giacomo Iaria e Giacomo Iaria e Luigi Romeo, fatta proprio dal collegio del tribunale di Palmi che ha accolto la richiesta della difesa, ha rideterminato la pena a 9 anni di reclusione complessiva portando alla scarcerazione del rosarnese.

Giornalista
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