Dopo le colonne del lungomare di Reggio Calabria, anche l’iconica installazione che domina il centro costiero vibonese ha subito un duro colpo dai cicloni che si sono abbattuti sulla Calabria
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Belle ma fragili. Non solo “Opera”, la monumentale installazione dello scultore Edoardo Tresoldi che arricchisce il lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, paga un pesante pegno all’ondata di maltempo che ha colpito la Calabria. Anche un’altra installazione del famoso artista lombardo ha subito la medesima sorte. Si tratta de “Il collezionista di venti”, l’iconica scultura che fa bella mostra di sé a Pizzo, subito a ridosso della terrazza panoramica di piazza della Repubblica, il cosiddetto “spuntuni”.
Quella forma un po’ sognante che raffigura un uomo assorto ad ammirare la bellezza del panorama costiero e il luccichio del mare, è uscita anch’essa danneggiata dal forte vento e dalle intemperie portate dai cicloni che si sono abbattuti su buona parte della nostra regione nelle ultime settimane. Ora si presenta con il capo reclinato di lato, quasi si stesse per staccare, e ammaccata in più punti. Se le colonne reggine si sono letteralmente inclinate di lato, sotto il loro stesso peso, e si programma ora un non semplice intervento di ricollocazione, il collezionista napitino ha subito certamente un danno riparabile con minor sforzo ma ugualmente significativo. Anche solo dal punto di vista scenico.
Anche la base dell’opera meriterebbe migliori fortune, trovandoli attualmente in preda alle erbacce che sono cresciute indisturbate tra le maglie di ferro, consegnando al contesto artistico nel suo complesso un certo senso di abbandono. La sua riparazione, potrebbe essere ora l’occasione utile per intervenire anche su questo aspetto.



