Sbarchi

Occhiuto: «Nel 2022 in Calabria giunti 16mila migranti. La Francia non può darci lezioni sull’accoglienza»

Il presidente della Regione intervenuto nell’ultima edizione del Tg4: «Quando si sbatte la porta in faccia al governo nazionale sul problema dei migranti, che invece dovrebbe riguardare tutta l’Europa, si fa un grave danno agli italiani». E sull'autonomia differenziata: «Non ho pregiudizi»

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di Redazione
18 novembre 2022
20:20
Immagine di uno dei recenti sbarchi nel Reggino
Immagine di uno dei recenti sbarchi nel Reggino

«In tema di accoglienza e di umanità la Francia non può dare lezioni al nostro Paese». Lo ha sostenuto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, intervenendo al Tg4.
«L'aspetto paradossale – ha sottolineato- è che di fronte ad accuse all'Italia da parte di altri Paesi, alcuni nostri esponenti politici esprimono soddisfazione. Quando si sbatte la porta in faccia al governo nazionale sul problema dei migranti, che invece dovrebbe riguardare tutta l’Europa, si fa un grave danno agli italiani. Il problema è di tutti, anche di quelli che non sostengono questo governo. Ci vorrebbe maggiore capacità ad essere uniti a rappresentare le posizioni dell’Italia, che è un Paese di frontiera in Europa».

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Sbarchi in Calabria, i numeri

Il governatore ha poi offerto una panoramica sui numeri: «Nel 2022 sono sbarcati in Calabria 16mila migranti, molti dei quali in una bellissima città calabrese che è Roccella. Io amministro una Regione che con orgoglio ha saputo accogliere senza far polemiche».
E ancora: «La Calabria è una terra che nei decenni passati ha subito il dramma dell’emigrazione. Quando a partire erano i calabresi, però, approdavano in luoghi nei quali i flussi di arrivo venivano governati. Il punto sta proprio in questo, nella gestione dei processi. Noi non governiamo l’immigrazione, l’Europa non la governa».

Occhiuto: «Si investa in risorse»

Il presidente della Regione ha poi analizzato la complessità del fenomeno: «C’è una grande miopia sull’argomento, perché bisognerebbe investire risorse. Presto i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo moltiplicheranno la propria popolazione e questi flussi saranno ancora superiori. Per cui, o governeremo questo processo, investendo anche in Africa, soprattutto perché nei prossimi decenni avremo bisogno della manodopera proveniente da quei Paesi, o subiremo tale processo, e se lo subiamo ci costerà molto di più».

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Sul lavoro portato avanti, il governatore ha infine scandito: «In Calabria stiamo facendo i salti mortali per accogliere tutti questi flussi ma ricordo che abbiamo un sistema sanitario allo sfascio e queste ondate di migranti pesano anche sulla rete ospedaliera.
Vorrei che il governo se ne facesse carico, ci desse la possibilità di essere una Regione accogliente ma anche capace di dare risposte a quanti scappano dalla guerra e si aspettano umanità da un Paese civile».

Autonomia differenziata, Occhiuto: «Non ho pregiudizi»

Roberto Occhiuto ha poi affrontato un altro dibattuto tema: «Non ho pregiudizi ideologici nei confronti dell’autonomia differenziata, alcune materie potrebbero essere una risorsa per le regioni del Sud se fossero demandate ai territori. Ad esempio, la Calabria produce molta più energia di quanta ne consuma, il 42% di questa energia è prodotta da fonti rinnovabili, ma i cittadini calabresi pagano le stesse bollette che pagano i lombardi o i veneti. Se mi dessero la possibilità di trattenere la fiscalità derivante dalle aziende che producono questa energia in Calabria, i calabresi potrebbero magari pagare meno l’energia».

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