L’ombra della ‘ndrangheta dietro la morte di un giovane marchigiano

Roberto Straccia scomparve nel 2011 a Pescara e il cadavere fu ritrovato a Bari. Secondo i legali della famiglia dietro il delitto ci sarebbe uno scambio di persona da parte dei sicari calabresi. Il gip riapre il caso

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di Redazione
5 marzo 2019
15:03
Roberto Straccia
Roberto Straccia

Si riaprono le indagini sul caso di Roberto Straccia, il giovane di Moresco (Fermo) che il 14 dicembre 2011, a 24 anni, scomparve a Pescara e fu ritrovato morto sul litorale barese il 7 gennaio 2012. Lo ha deciso il gip del tribunale di Pescara Elio Bongrazio, accogliendo l'opposizione all'archiviazione presentata dall'avvocato Marilena Mecchi che assiste la famiglia del ragazzo. Nel marzo 2017 era stata disposta l'archiviazione del caso, ma Mecchi fece ricorso in Cassazione "per violazione del contraddittorio" poiché non le era stata comunicata la data di udienza per la discussione davanti al Gip.


Nel novembre 2018 la Cassazione ha annullato il decreto di archiviazione, rinviando gli atti davanti al Gip, che oggi ha disposto il supplemento di indagine. Mecchi ha chiesto che siano ascoltate alcune persone finite in un'intercettazione ambientale nel carcere di Lanciano (Chieti): in una conversazione la fidanzata di un pentito di 'ndrangheta disse che Roberto fu ucciso da pregiudicati calabresi, indotti in errore dalla foto del profilo Facebook del ragazzo.

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