Uno dei due esecutori materiali del delitto si rivolge alla famiglia dello storico capo ultrà interista, ucciso a Milano nel 2022: «Non potrò mai avere il vostro perdono». Al processo con l'aggravante mafiosa sono imputati anche Beretta, Ferdico e Nepi
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«Non potrò mai avere il vostro perdono, ma di fronte alla mia responsabilità provo rimorso, ho strappato una vita preziosa e non ho giustificazioni, mentre voi soffrite io sono logorato e accetterò la pena per quello che ho fatto. Non voglio ricevere conforto, vivrò ogni giorno con il mio pentimento e con un profondo e sentito rimorso». Così Andrea Simoncini, uno dei due esecutori materiali dell'omicidio dello storico capo ultrà interista Vittorio Boiocchi, ammazzato a colpi di pistola a Milano nel 2022, si è rivolto alla famiglia della vittima con poche dichiarazioni spontanee nell'aula della Corte d'Assise di Milano.
A processo per quel delitto, oltre a Simoncini (da lui dichiarazioni in videocollegamento dal carcere) e a Daniel D'Alessandro, colui che avrebbe materialmente sparato, ci sono i due ormai ex capi ultrà nerazzurri e pentiti Andrea Beretta e Marco Ferdico e il padre di quest'ultimo Gianfranco Ferdico.
È stata riunita nel processo (Corte presieduta da Antonella Bertoja) anche la posizione di Mauro Nepi, pure lui ex ultrà nerazzurro e in carcere, oltre che per il blitz "doppia curva" del 2024, anche per l'accusa di omicidio. Delitto contestato nel processo con l'aggravante mafiosa, a seguito della indagine della Squadra mobile della Polizia, coordinata dai pm della Dda Paolo Storari e Stefano Ammendola. Simoncini e D'Alessandro erano a bordo dello scooter con cui andarono ad uccidere Boiocchi.
Nel procedimento, in sostanza, tutti hanno già confessato - con versioni non proprio coincidenti - a partire da Beretta, il quale con la sua collaborazione da fine 2024 ha contribuito a svelare dettagli sull'uccisione di cui è stato il mandante, mentre l'organizzatore sarebbe stato Marco Ferdico. Quest'ultimo avrebbe chiamato in causa, però, per il suo ruolo soprattutto Nepi, il quale dovrebbe rendere l'esame come imputato o dichiarazioni spontanee nell'udienza del 14 dicembre. Requisitoria dei pm il primo febbraio, mentre le difese interverranno l'8 e il 15 febbraio.



