L'ombra della vendetta dietro l'omicidio Madera a Campana

L'uomo era stato protagonista di un fatto di sangue il 6 febbraio 2009, confessando l'uccisione di Bernardo Rossano. Ma dopo aver finito di scontare la sua pena, lunedì scorso è stato assassinato a colpi di fucile e bastone 

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di Marco  Lefosse
21 novembre 2019
12:21
Francesco Madera
Francesco Madera

Si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15, a Campana, i funerali di Francesco Madera, l’allevatore di 55 anni ucciso nella tarda serata dello scorso lunedì 18 novembre in contrada Vaccarizzo – località Erta del Ferro nel piccolo centro silano.

Omicidio di vendetta o altro? Su questo stanno indagando attentamente gli investigatori della procura della Repubblica di Castrovillari. Lo stesso procuratore capo, Eugenio Facciolla, nella mattinata di martedì, subito dopo che i carabinieri della compagnia di Rossano, guidati dal capitano Carlo Alberto Sganzerla, avevano rinvenuto il cadavere dell’uomo, aveva affermato detto che le attività investigative stavano seguendo una pista precisa.

Madera, infatti, appena dieci anni fa, il 6 febbraio del 2009, si era reso protagonista di un fatto di sangue: aveva ucciso in pieno centro a Campana, in piazza Santa Croce, il 32enne Bernardo Rossano, al culmine di una lite che pare fosse scaturita per dissidi di natura privata. Dopo aver compiuto l’assassinio, fu lo stesso Madera a chiamare i carabinieri e a costituirsi. Per quel delitto aveva scontato la sua pena e di recente era tornato in libertà. Le cause della sua morte, lunedì scorsa, potrebbero essere legate proprio a questi tragico episodio del febbraio 2009.

Intanto, l’esame autoptico compiuto sul corpo dell’uomo, martedì scorso, nell’ospedale Giannettasio di Corigliano-Rossano avrebbe rivelato che Madera sarebbe stato colpito prima da un colpo di fucile e poi finito a colpi di bastone in testa.   

 

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