Da questa mattina la più grande area verde della città capoluogo è nuovamente accessibile. I cancelli erano stati chiusi il 5 settembre scorso quando il bambino di 3 anni venne travolto da una trave
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Dopo mesi di chiusura e attesa, questa mattina il Parco urbano di Vibo Valentia ha finalmente riaperto i cancelli, tornando ad accogliere famiglie, bambini e sportivi. Una riapertura carica di significato, che arriva a distanza di 4 mesi dalla tragedia che il 5 settembre scorso ha profondamente segnato la città: la morte del piccolo Francesco Mirabelli, il bimbo di tre anni e mezzo rimasto schiacciato da una trave all’interno dell’area fitness.
Un evento drammatico che aveva portato alla chiusura immediata dell’intera area verde, trasformando uno dei luoghi simbolo dello svago cittadino in uno spazio silenzioso e sbarrato. Per settimane, davanti ai cancelli del parco, sono rimasti fiori, biglietti e messaggi, testimonianza di un dolore collettivo mai sopito.
La riapertura è avvenuta senza annunci ufficiali o cerimonie, ma il colpo d’occhio restituisce l’immagine di un parco curato, con erba tagliata, vialetti puliti e spazi ordinati. Fin dalle prime ore della giornata diversi cittadini hanno varcato nuovamente l’ingresso, riappropriandosi di un luogo di aggregazione rimasto a lungo off limits.
La riapertura arriva però in ritardo rispetto agli annunci. Il 2 novembre scorso, in un’intervista rilasciata a ilvibonese.it, il sindaco Enzo Romeo aveva infatti preannunciato un’imminente restituzione del parco alla città. «Nel giro di pochi giorni, al massimo una decina», aveva dichiarato il primo cittadino, spiegando che gli uffici comunali erano al lavoro da settimane per garantire condizioni di sicurezza adeguate. Invece, dopo pochi giorni, il Comune aveva revocato l’affidamento dei lavori alla ditta impegnata nella riqualificazione del parco e contestualmente, aveva revocato i relativi incarichi al direttore dei lavori e al responsabile unico del procedimento.
Soltanto oggi, dopo 4 mesi, il parco ha riaperto. All’epoca, Romeo aveva motivato la lunga chiusura parlando della necessità di «determinare una situazione di controllo e sicurezza» e di completare tutte le verifiche tecniche necessarie, sottolineando come la volontà politica fosse quella di riaprire «nel rispetto di tutti».
La riapertura non cancella il dolore per quanto accaduto. La memoria di Francesco resta legata indissolubilmente a questo luogo e accompagna il ritorno dei cittadini, che chiedono ora attenzione costante, manutenzione continua e sicurezza reale, affinché una simile tragedia non si ripeta mai più.




