Spaccio di droga a Lamezia, nel processo Scacco alla Regina tutti condannati

Dietro la regia di una donna già in carcere avveniva il traffico di sostanze stupefacenti. Utilizzati anche minorenni

di T. B.
6 novembre 2020
16:04

Si è chiuso con la condanna di tutti gli imputati alla reclusione in carcere da un minimo di otto mesi ad un massimo di cinque anni il processo celebrato con rito abbreviato derivato dall’operazione “Scacco alla Regina” scattata nel novembre del 2109.

 


Le indagini, coordinata dalla Procura di Lamezia Terme guidata da Salvatore Curcio portarono alla scoperta di un fruttifero spaccio di sostanze stupefacenti che aveva come fortino il quartiere “Ciampa di Cavallo” e che vedeva impiegati anche minori.

Le condanne

La “regina”, Caterina Butrice, colei che da dietro le sbarre avrebbe tenuto le fila dei traffici, è stata condannata a cinque anni di carcere e 18mila euro di multa. Per Sandro Bevilacqua condanna a cinque anni e 2 mesi e 18mila euro di multa, Daniele Amato, 6 anni e 30mila euro di multa, Fabrizio Berlingieri, 6 anni e 30mila euro di multa, Tonino Amato, 5 anni e 2 mesi e 20mila euro di multa, Patrizio Amato, 4 anni e 10 mesi e 17.667 euro di multa, Marcello Amato, 5 anni e 4 mesi di reclusione e 18mila euro di multa, Antonio Galiano, 5 anni e 4 mesi e 18mila euro di multa, Georg Holzhausen e Antonio Palermo 4 anni e 8 mesi e 17.333 euro di multa, Angela Franceschi, 4 anni e 8 mesi e 17.333 euro di multa, Annamaria Pani, 3 anni, 1 mese e 10 giorni e 11.555 euro di multa, Pasquale Buffone, 1 anno di reclusione e 2mila di multa, Salvatore Iannazzo, 10 mesi e 1.667 euro di multa, Gianfranco Bruno 8 mesi e 2mila di multa.

 

Inoltre, il tribunale ha disposto per Caterina Butruce, Sandro Bevilacqua, Daniele Amato, Tonino Amato, Fabrizio Berlingieri, Antonio Galiano e Marcello Amato l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per Antonio Palermo, Holzhausen, Angela Franceschi, Annamaria Pani e Patrizio Amato l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di 5 anni. Assolto Sandro Bevilaqua da alcuni reati perché il fatto non sussiste. Dichiarato il non doversi procedere per Daniele Amato e Fabrizio Berlingieri per il reato al capo 14 per mancanza della querela.

Giornalista
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