Lotta alla ’ndrangheta

Progettavano attentati nel Reggino, disposti più controlli per proteggere chi denunciò i clan

Lo ha stabilito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito oggi nella sala consiliare del Comune di Rizziconi dopo quanto emerso nell'ambito dell'inchiesta sulla cosca Crea che stava preparando un attentato per far saltare in aria un'auto blindata

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di Redazione
22 ottobre 2021
18:03

Sono stati intensificati i controlli nei punti sensibili e aumentate le misure di sicurezza per proteggere chi ha denunciato la ‘ndrangheta nella Piana di Gioia Tauro. Lo ha deciso il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito oggi nella sala consiliare del Comune di Rizziconi dopo quanto emerso nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Reggio Calabria sulla cosca Crea che stava preparando un attentato per far saltare in aria un'auto blindata.

 


All'incontro hanno partecipato il prefetto di Reggio Calabria Massimo Mariani, il procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri, i vertici delle forze dell'ordine, il sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà ed i sindaci di Rizziconi, Cittanova e Scido, in rappresentanza dell'associazione dei Comuni della Piana "Città degli ulivi". «La convocazione da parte del prefetto Mariani del Comitato a Rizziconi - ha affermato Bombardieri - è un ulteriore segnale dell'attenzione delle istituzioni centrali e locali verso quel territorio, verso le persone che maggiormente si sono esposte con le loro denunce contro la criminalità organizzata 'ndranghetistica. Ringrazio, tramite il prefetto, il ministro dell'Interno Lamorgese per l'attenzione che ha dimostrato personalmente, anche di recente, per la generale situazione di quei territori, anche in relazione ai profili di sicurezza».

 

«Le istituzioni sono presenti - ha sottolineato il magistrato - e non c'è nessuno spazio per la violenza e le intimidazioni 'ndranghetiste. La Direzione distrettuale antimafia e le forze di polizia, e per questo ringrazio il capo della polizia e i comandanti generali dell'Arma e della Guardia di finanza, continueranno il loro lavoro senza alcun timore, anzi in maniera ancora più decisa e incisiva, contro le organizzazioni 'ndranghetiste operanti sul territorio e contro qualsiasi volontà o progetto di ritorsioni con cui queste cosche si illudono di continuare ad esercitare e mantenere la loro illecita pressione su intere popolazioni. Tanto è stato fatto a livello giudiziario, ma tanto ancora sarà fatto nel contrasto alle cosche di 'ndrangheta».

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