’Ndrangheta

Cinque fermi tra Brescia, Reggio Calabria e Vibo: progettavano un omicidio con pistole e bombe a mano

VIDEO | Secondo le indagini di Carabinieri e Guardia di finanza avevano portato le armi in un luogo pubblico con il fine di realizzare un delitto maturato nell'ambito della criminalità organizzata. In corso 27 perquisizioni in tutta Italia

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di Redazione
4 ottobre 2021
07:55

Cinque persone sono state fermate dai Carabinieri e dalla Guardia di finanza di Brescia con le accuse, a vario titolo, di avere detenuto e portato in luogo pubblico armi comuni e da guerra (pistole e bombe a mano) con la finalità di realizzare un progetto omicidiario, maturato in un contesto di criminalità organizzata, con l’aggravante di avere agevolato l’attività di una famiglia ‘ndranghetistica.

Nella stessa operazione, denominata "Tabacco", sono in corso 27 perquisizioni su tutto il territorio nazionale nelle abitazioni degli indagati e di alcune società.


Ad eseguire il fermo di indiziato di delitto, emesso dal pm di Brescia, circa 200 militari dei comandi provinciali dei Carabinieri e della Guardia di finanza di Brescia, insieme a personale del Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri e del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Guardia di finanza. I fermi sono stati eseguiti nelle province di Brescia, Reggio Calabria e Vibo Valentia. 

L’attività è stata coordinata dalla Direzione nazionale Antimafia e Antiterrorismo (Dna) con altre operazioni svolte in altre regioni d’Italia.

Le indagini

Le indagini sono state avviate nel maggio del 2020, a seguito del rinvenimento e sequestro di 42 tonnellate di tabacco, di provenienza estera, del valore di circa 8 milioni di euro e di macchinari per la lavorazione del tabacco e il confezionamento di pacchetti di sigarette, operato dal Gruppo Guardia di Finanza di Brescia e dalla Compagnia Carabinieri di Verolanuova.

I successivi sviluppi investigativi, curati dal Nucleo di Polizia economico finanziaria-Gico Guardia di Finanza Brescia e il Reparto operativo-Nucleo investigativo carabinieri Brescia, sotto il coordinamento di questa Procura, hanno condotto a diversi arresti e ritrovamenti di armi.

In particolare: il 30 luglio 2020 a un arresto per usura; il 4 agosto 2020 al rinvenimento di una bomba a mano di fabbricazione jugoslava, di una pistola Glock calibro 9x21 (provento di furto), di una pistola calibro 22LR clandestina (priva di matricola); il 21 agosto 2020 all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Brescia, nei confronti di due persone responsabili di acquisto, trasporto e detenzione di 57 tonnellate di tabacco lavorato estero di contrabbando, della produzione di sigarette e della contraffazione di marchi, di evasione fiscale per circa 600mila euro, di detenzione e porto di armi clandestine e da guerra; il 24 agosto 2020, all’esecuzione in Slovenia, dopo l’emissione di un mandato di arresto europeo, della predetta ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di una terza persona ritenuta responsabile dei medesimi reati; il 12 settembre 2020, al rinvenimento di una bomba a mano.

Le indagini di polizia giudiziaria sono state condotte anche all’estero con la collaborazione del Servizio per la Cooperazione internazionale di Polizia della Dcpc (Direzione centrale della Polizia criminale), di Europol e di Eurojust.

L’esito delle indagini, risultate particolarmente complesse anche perché rivolte ad ambienti di criminalità organizzata impermeabili alle investigazioni, ha consentito: di raccogliere univoci e concordanti indizi di colpevolezza nei confronti dei destinatari del fermo in relazione al reato di detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni e da guerra, finalizzato alla realizzazione di un progetto omicidiario rispetto al quale i soggetti sono stati individuati, a vario titolo, quali mandanti ed esecutori materiali; di accertare il contesto associativo nel quale è stato maturato il predetto progetto omicidiario, ordito da una famiglia ‘ndranghetistica con base nella provincia di Reggio Calabria, in danno di un soggetto pregiudicato, di origine calabrese, residente in un’altra provincia del Nord Italia, in passato legato a quella stessa compagine criminale; di evidenziare l’elevata caratura criminale di taluni dei soggetti coinvolti, pienamente e da tempo inseriti nel contesto economico di Brescia, i quali, mantenendo uno stretto legame con il contesto associativo di origine, partendo da questa provincia, hanno pianificato un attentato derivante da antiche faide.

I destinatari dei provvedimenti di fermo eseguiti oggi sono stati ristretti in carcere.

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