Riforma Cartabia, l'allarme di Gratteri in commissione Giustizia: «Il 50% dei processi sarà improcedibile»

VIDEO | Il procuratore di Catanzaro ribadisce il suo giudizio duro sulle nuove norme previste: «La conseguenza sarà la diminuzione del livello di sicurezza per la nazione, visto che certamente ancor di più conviene delinquere» (ASCOLTA L'AUDIO)

 

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20 luglio 2021
10:38

«Il 50% dei processi» finirà sotto la scure della improcedibilità con la riforma della prescrizione della ministra della Giustizia Marta Cartabia. «E temo che i 7 maxi processi» contro la 'ndrangheta che si stanno celebrando nel distretto di Catanzaro «saranno dichiarati tutti improcedibili in appello». A lanciare quello che lui stesso definisce «un grande allarme sociale che riguarda la sicurezza» è il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri davanti alla commissione Giustizia della Camera, collegato in videoconferenza dal suo ufficio. Il problema non riguarda solo i processi di mafia, spiega il procuratore, ma anche i reati contro la pubblica amministrazione.

Già ieri il procuratore aveva usato parole dure intervenendo al webinar organizzato dall’associazione studentesca “Sapienza in movimento”, dal titolo “Mafia, un potere da sconfiggere”. Un confronto a più voci sull’evoluzione del fenomeno mafioso in Italia che si è avvalso del contributo del preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo capitolino,Oliviero Diliberto, del docente di Antropologia criminale, Giulio Vasaturo, e della segretaria della Commissione parlamentare antimafia Wanda Ferro.


Gratteri ha spiegato che «se insistiamo non è per un fatto personale, perché i giudici lavoreranno molto meno e non ci sarà ansia di correre per la legge Pinto. È solo un fatto di sicurezza e credibilità dello Stato».

«In termini concreti le conseguenze saranno la diminuzione del livello di sicurezza per la nazione, visto che certamente ancor di più conviene delinquere», afferma Gratteri. Le nuove norme contenute nella riforma prevedono che scatti la tagliola dell'improcedibilità se il processo di appello e quello in Cassazione non terminano rispettivamente entro 2 e un anno.

In un sistema di riforma della giustizia occorre potenziare l’Agenzia per i beni confiscati e assumere magistrati. Sono alcune proposte avanzate dal procuratore capo di Catanzaro. «C’è una inadeguatezza dell’Agenzia dei beni confiscati – ha affermato Gratteri – ed è necessario il suo potenziamento perché quando si sequestrano immobili e poi questi cadono a pezzi perché non si hanno tecnici e funzionari, diventa un brutto biglietto da visita».

Critiche anche sull’utilizzo dei magistrati e sulle mancate nuove assunzioni: «Mentre si fa questa ghigliottina con la riforma, perché nessuno dice che ci sono più di duecento magistrati fuori ruolo che sono nei ministeri invece di scrivere sentenze? Perché nessuno mette mano alla geografia della giustizia? È un anno e mezzo che non si fanno concorsi in magistratura, non si riuscirà a coprire nemmeno i pensionamenti».

 

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