Rinascita Scott, l'imputato Stilo chiede di oscurare il processo sui giornali online ma il pm si oppone

L'avvocato indagato nell'inchiesta della Dda di Catanzaro ha chiesto ai giudici di impedire alle testate giornalistiche di informare l’opinione pubblica sul dibattimento in corso. Il pubblico ministero: «Esiste un diritto di cronaca giudiziaria, l’udienza è pubblica»

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di Giuseppe Baglivo
25 maggio 2021
17:09

Il diritto di cronaca giudiziaria ancora di scena nel maxiprocesso Rinascita Scott. A difenderlo strenuamente nell’aula di udienza dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia è stata il pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci, dinanzi alle richieste dell’imputato Francesco Stilo, avvocato che, nel corso di spontanee dichiarazioni, oltre a rispedire al mittente alcune accuse nei suoi confronti ribadite oggi in udienza dal collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso, ha sollecitato i giudici a prendere «immediati e opportuni provvedimenti per bloccare le testate giornalistiche on line» le quali, a suo dire, esercitando il diritto-dovere di informare l’opinione pubblica sulle udienze e sul dibattimento, starebbero mettendo in atto un «inquinamento probatorio».

Ferma il pm antimafia Annamaria Frustaci (che rappresenta la pubblica accusa nel maxiprocesso insieme ai colleghi Antonio De Bernardo e Andrea Mancuso) che ha spiegato: «Esiste un diritto di cronaca giudiziaria, l’udienza è pubblica ed esiste un’ordinanza ineccepibile del Tribunale che impedisce la messa in onda immediata dell’audio delle udienze e delle riprese da parte delle televisioni. Ciò però non può rappresentare il pretesto – ha rimarcato il pm – per mettere un veto nei confronti delle testate giornalistiche perché non c’è nessun inquinamento probatorio in quanto stiamo assistendo in aula a dichiarazioni da parte dei collaboratori di giustizia già rese a suo tempo in datati verbali. Collaboratori che sono chiamati ora a ripetere in aula quelle stesse dichiarazioni, specificando meglio alcune circostanze.


Nulla di nuovo, dunque, ma soprattutto nessun inquinamento probatorio come invece sostenuto dall’avvocato Stilo. Credo non possa e non debba passare – ha rimarcato il pubblico ministero – che il diritto e dovere di cronaca giudiziaria costituisca un inquinamento probatorio perché non stiamo introducendo temi nuovi. No, quindiad ordinanze del Tribunale repressive del diritto di cronaca. Chiedo, dunque – ha concluso – che una simile richiesta venga respinta».

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