Rinascita Scott, Mantella e le accuse a Pietro Giamborino considerato «uomo d’onore»

Nel corso del maxiprocesso il collaboratore di giustizia si è soffermato sulla figura dell'esponente politico e del cugino Giovanni analizzando i legami con i Piscopisani, i Lo Bianco, i Mancuso ed i Fiarè

 

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di Giuseppe Baglivo
30 aprile 2021
11:52
Il collaboratore di giustizia Andrea Mantella
Il collaboratore di giustizia Andrea Mantella

Continua a “vuotare il sacco” nel maxiprocesso Rinascita Scott, il collaboratore di giustizia Andrea Mantella che nel pomeriggio – dopo l’esame in mattinata dedicato alla figura dell’imprenditore Gianfranco Ferrante – si è concentrato su due fra gli imputati più in vista del dibattimento: i cugini Giovanni e Pietro Giamborino, entrambi di Piscopio. “Giovanni Giamborino – ha spiegato Mantella – è il figlio di Fiore Giamborino, ovvero uno dei vecchi capi della ‘ndrina di Piscopio, cugino del consigliere regionale Pietro Giamborino. Giovanni Giamborino è un fedelissimo del boss di San Gregorio d’Ippona, Saverio Razionale, ed è anche il factotum del boss di Limbadi Luigi Mancuso. Giovanni Giamborino si occupava di usura e mi risulta appartenente alla ‘ndrangheta unitamente ai fratelli”. Ad informare Andrea Mantella dell’appartenenza alla ‘ndrangheta dei Giamborino, anche Pino Galati, quest’ultimo indicato quale capo società del nuovo locale di ‘ndrangheta di Piscopio, nonché cugino di Pietro Giamborino.


La figura di Giamborino tratteggiata da Mantella

E proprio sull’esponente politico del Pd, già consigliere comunale a Vibo dal lontano 1994 con il Partito popolare (Ppi), poi consigliere provinciale dal 1995, quindi presidente del Consiglio provinciale con la Margherita, poi assessore alla Provincia di Vibo (con deleghe al bilancio ed alle finanze), infine consigliere regionale dal 2005 al 2010 con la Margherita e poi dal 3 maggio 2013 al 24 novembre 2014 in quota Pd, ex amministratore delegato della società “Vibo Sviluppo” e già candidato a sindaco nelle primarie del centrosinistra del 2015, il collaboratore Andrea Mantella si è a lungo soffermato nel corso dell’esame rispondendo alle domande del pm Antonio De Bernardo.

Pietro Giamborino negli anni ’80 frequentava la casa di Carmelo Lo Bianco, detto Piccinni, insieme a suo zio Fiore Giamborino. Io lo vedevo lì dentro la casa dei Lo Bianco sin da quando ero ragazzino. Pietro Giamborino è stato sempre riconosciuto – ha dichiarato Mantella – come un uomo d’onore ed era presente pure quando in casa di Carmelo Lo Bianco c’era Paolo D’Elia, un anziano boss di Seminara, massone deviato nonché personaggio che ha conferito diverse doti di ‘ndrangheta ai Lo Bianco-Barba. Pietro Giamborino si accompagnava pure a Francesco D’Angelo, detto Ciccio Ammaculata, il capo del vecchio  di ‘ndrangheta di Piscopio. Pietro Giamborino aveva inoltre rapporti con Saverio Razionale, con cui cenava pure a Roma, e ricordo pure che Giamborino camminava con il massone Ugo Bellantoni un ginecologo di cui non ricordo il nome – ha continuato Mantella – ma che era pure lui un massone. Più volte ho visto Giamborino al bar in compagnia del cugino Pino Galati”. Approfondisci la notizia su IlVibonese.it

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