Un imprenditore con venti dipendenti denuncia rincari, multe sui tempi di guida e lunghe attese allo scarico. Poi l’appello al centrodestra, che ha votato: «Venga qui a prendersi le sue responsabilità»
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Agricoltori e autotrasportatori sono in presidio anche a San Marco Argentano per protestare contro il prezzo del gasolio e i costi che pesano sulle loro aziende. Tra i manifestanti c’è chi guida un’impresa di autotrasporto con venti dipendenti e parla di una situazione arrivata al limite: «Non si può lavorare così, con il carico del gasolio e tutto il resto. Siamo messi proprio male».
Il carburante è la spesa che preoccupa di più, ma dal presidio arrivano anche le lamentele sulle giornate passate sulla strada. Le aree di servizio sono spesso piene e chi si ferma in un’area di sosta rischia la multa: «Siamo trattati come bestie. Partiamo, arriviamo all’area di servizio e non c’è posto. Ci fermiamo in un’area di sosta perché anche noi abbiamo i nostri bisogni da fare e la polizia stradale ci fa il verbale. Andiamo all’area successiva, anche quella piena, e intanto passa l’ora di guida».
Clima di attesa al presidio di San Lucido: «Dal Governo attesi interventi strutturali»Da lì nasce il secondo problema, quello dei tempi di guida. I controlli arrivano anche settimane dopo, e il periodo che gli agenti possono verificare sui dati registrati a bordo è passato da 28 a 56 giorni: «La polizia ci ferma dopo un mese e ci fa il verbale perché non abbiamo rispettato l’ora di guida. Quando lo facciamo presente ci rispondono che dovevamo prepararci prima a fermarci. Metteteci in condizione di lavorare, non siamo animali. Noi lavoriamo per la popolazione italiana».
Le ore perse continuano nei magazzini. Gli autisti hanno una fascia di consegna prenotata ma aspettano anche quattro o cinque ore prima di scaricare, mentre un loro ritardo non viene tollerato: «Abbiamo la prenotazione dalle 10 alle 11 o dall’una alle due e ci fanno stare lì ore. Se siamo noi a fare un quarto d’ora o mezz’ora di ritardo è un problema. Con il gasolio a 2,20, 2,30 euro non possiamo più circolare».
A settembre, secondo i dati del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica richiamati da Confindustria Catania, il gasolio è costato in media più di 2,16 euro al litro, circa 35 centesimi in più rispetto a febbraio. E intanto i presidi sul territorio calabrese aumentano, autotrasportatori e agricoltori vogliono andare avanti senza fissare una data di chiusura. Anche in Puglia i presidi spontanei di trasportatori e agricoltori continuano a bloccare diversi snodi stradali in attesa di una risposta del governo.
A San Marco Argentano la risposta la chiedono alla politica che hanno sostenuto. Più di un manifestante si dichiara di centrodestra e si aspetta che sia il governo a presentarsi al presidio: «Da qua non ce ne andiamo fino a quando non avremo risposte. Abbiamo votato la destra e la destra deve venire qua a prendersi le sue responsabilità. Quando sono venuti a chiederci il voto, noi li abbiamo votati. “Lui” deve venire qua a sistemare le cose, non noi là. Lui è uno, noi siamo tanti. Se non viene, allora andremo a Roma».
Dal presidio tengono però a precisare che non si tratta di minacce, e il pensiero torna ai dipendenti e alle loro famiglie. Il riferimento finale è ad altre proteste trasmesse in televisione nei giorni scorsi: «Non facciamo minacce, siamo brava gente. Vogliamo la pace e lavoriamo onestamente. Abbiamo venti famiglie da mandare avanti e nessuno si è mai lamentato di noi, non come certa gente che abbiamo visto in questi giorni su altre reti. Siamo padri di famiglia, gente che lavora. Non siamo delinquenti né animali».



