È stato invece condannato a 8 mesi di reclusione (con pena sospesa) per la mancata autorizzazione dell'allaccio alla rete idrica e per il deposito temporaneo di rifiuti sulla via. Dissequestrato ramo aziendale
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L'amministratore delegato della casa di cura "Villa Aurora" Giorgio Crispino è stato assolto dall'accusa di inquinamento ambientale ed è stato, invece, condannato a 8 mesi di reclusione, con pena sospesa, per la mancata autorizzazione dell'allaccio alla rete idrica e per il deposito temporaneo di rifiuti sulla pubblica via. È quanto ha deciso il gup di Reggio Calabria Giovanna Sergi al termine del processo celebrato con il rito abbreviato e nato da un'inchiesta della Squadra mobile che aveva portato al sequestro del ramo dell'azienda riconducibile alla struttura sanitaria. Sequestro che, nei giorni scorsi, è stato revocato dal Tribunale del Riesame su richiesta dei legali di Crispino, gli avvocati Paolo Perrone e Adolfo Cavaliere che hanno già annunciato l'appello contro la condanna per i reati minori inflitta al loro assistito.
L'indagine era partita in seguito a un incendio casuale di rifiuti nelle vicinanze della struttura sanitaria. Intervenuti gli agenti delle volanti, questi ultimi si sono accorti della presenza di materiale sanitario. Da qui l'ipotesi accusatoria di una sistematica violazione delle norme circa la gestione dei rifiuti speciali.
Nell'udienza davanti allo stesso gup per l'esame della richiesta di rinvio a giudizio, erano coinvolti anche la moglie di Crispino e direttrice responsabile di Villa Aurora, Bruna Scornaienchi, la responsabile amministrativa Maria Grazia Germanò e il direttore sanitario Gaetano Topa che, invece, hanno scelto il rito ordinario.
Secondo gli inquirenti, «con più atti esecutivi di un medesimo disegno criminoso, abusivamente, cagionavano la compromissione ed il deterioramento delle acque, della flora e della fauna marittima». Su richiesta degli avvocati Aldo Labate, Domenico Ruggero e Paolo Perrone, però, tutti e tre sono stati prosciolti dal gup dall'accusa di inquinamento ambientale con la formula "perché il fatto non sussiste" e dagli altri reati per "non aver commesso il fatto".


