È tornato sul luogo dove, appena il giorno prima, ha rischiato di perdere la vita. In piedi, sulle proprie gambe, davanti a quella voragine che domenica mattina ha inghiottito la sua automobile, facendola precipitare per diversi metri. Rocco Romeo è ancora visibilmente scosso, ma ha voluto raccontare ai nostri microfoni quanto accaduto lungo la strada provinciale che da Melito Porto Salvo conduce verso San Lorenzo e Roccaforte del Greco. Alle sue spalle c'è ancora la macchina, rimasta sul fondo di un enorme squarcio nell'asfalto. Guardandola dall'alto, viene difficile immaginare come il conducente sia riuscito a uscire vivo da un incidente del genere.

Lo abbiamo incontrato questa mattina, lunedì 12 ottobre, proprio mentre la Città Metropolitana avviava i primi interventi per realizzare un bypass della voragine, nel tentativo di ripristinare la principale via di collegamento con Roccaforte del Greco, rimasta completamente interrotta dopo il cedimento. Romeo ha voluto raggiungere personalmente il luogo dell'incidente. Dimesso dall'ospedale, dove era stato ricoverato dopo i soccorsi per accertamenti, è tornato a osservare da vicino ciò che resta della strada sulla quale stava viaggiando.

Il racconto di Rocco Romeo

«Ieri mattina percorrevo la strada provinciale. Arrivato dove adesso c'è la voragine, con la macchina sopra in un attimo è ceduto tutto l'asfalto», racconta. Poche parole che restituiscono l'immediatezza di quanto successo: un'automobile in marcia, una carreggiata apparentemente percorribile e, all'improvviso, il terreno che scompare sotto le ruote.

Era la mattina di domenica 11 ottobre. Durante la notte precedente, tra il 9 e il 10, un nubifragio di eccezionale intensità aveva investito l'Area Grecanica, provocando frane, allagamenti e gravissimi danni alla viabilità. Quando Romeo si è messo in viaggio da Melito Porto Salvo verso San Lorenzo, però, le condizioni meteorologiche erano già migliorate. Il cielo si era rischiarato e nulla, almeno in superficie, lasciava immaginare che quel tratto di strada potesse cedere da un momento all'altro.

La violenza dell'acqua aveva compromesso il terreno sottostante la carreggiata. Al passaggio dell'automobile, l'asfalto ha ceduto improvvisamente, trascinando il mezzo in una voragine profonda circa tre o quattro metri. La vettura è precipitata insieme ai detriti, finendo su di un uliveto senza ribaltarsi. Una circostanza che potrebbe aver contribuito a evitare conseguenze ben più gravi, poiché l’acqua ha aperto nei terrazzamenti ripidissimi un vero e proprio canalone di scolo verso la fiumara del Tuccio, qualche centinaio di metri più in basso.

La strada è letteralmente spezzata, con enormi blocchi di asfalto precipitati verso il basso e il guardrail rimasto sospeso lungo il margine del cedimento. L'automobile bianca fino a stamattina si trovava ancora lì, incastrata tra terra e detriti. Romeo è sopravvissuto a un volo che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche, senza riportare fratture.

(Doppia) tragedia sfiorata

C'è poi un particolare, appreso dai racconti raccolti sul posto, che rende ancora più inquietante la vicenda. Nella stessa mattinata, prima del cedimento, lungo quel tratto sarebbe transitato anche il pullman proveniente da Roccaforte del Greco. Una circostanza che, qualora confermata, darebbe ulteriormente la misura del pericolo corso da chi percorreva quella strada nelle ore immediatamente successive al nubifragio. È difficile immaginare cosa sarebbe potuto accadere se l'asfalto avesse ceduto sotto il peso di un mezzo così grande e con passeggeri a bordo.

Romeo, dal canto suo, torna soprattutto sull'impossibilità di prevedere il pericolo. «Non sapevo nemmeno che la strada fosse pericolante. Se lo avessi saputo, non sarei passato», spiega, manifestando anche il proprio disappunto per la mancata chiusura preventiva della carreggiata.

Parole comprensibili alla luce di quanto vissuto, che vanno tuttavia contestualizzate. Il cedimento si è verificato a poche ore dal violento nubifragio, quando il territorio era ancora alle prese con le conseguenze di precipitazioni eccezionali e con una situazione di emergenza diffusa. Non ci sono elementi per attribuire responsabilità specifiche sulla mancata interdizione del tratto prima dell'incidente. Resta il fatto che il conducente, arrivando da Melito, si è trovato davanti a una strada il cui cedimento non era visibile.

Alla domanda se gli fosse mai capitato di rischiare la vita in questo modo, Romeo risponde semplicemente: «Su questa strada è la prima volta».

Il ritorno di Rocco Romeo sul luogo dell’incidente è legato anche alle operazioni di recupero della sua automobile. Il conducente è stato infatti contattato per assistere alla rimozione del mezzo, affidata alla ditta incaricata dalla Città Metropolitana di eseguire gli interventi necessari al ripristino della viabilità. È così che, appena due giorni dopo aver rischiato la vita, si è ritrovato davanti alla voragine che lo aveva inghiottito.

Dell'automobile, ormai, resta ben poco da recuperare. I danni provocati dalla caduta di diversi metri sono tali da renderne inevitabile la rottamazione. Per Romeo, tuttavia, il problema va ben oltre la perdita materiale della vettura. Ha bisogno di un altro mezzo per potersi spostare, una necessità particolarmente sentita in un territorio dove l'automobile rappresenta spesso l'unica possibilità di movimento. Il risarcimento del danno sarà a carico della Città Metropolitana, ente proprietario e competente per la strada provinciale, ma dovrà seguire i necessari passaggi amministrativi. Tempi che inevitabilmente si allungano rispetto alle esigenze immediate di chi, da un giorno all'altro, si è ritrovato senza mezzo di locomozione.

Intanto, proprio questa mattina, sono iniziati i primi interventi per realizzare un bypass della voragine, con l'obiettivo di ripristinare il principale collegamento stradale con Roccaforte del Greco. Un'operazione particolarmente delicata, considerando l'entità del cedimento e le condizioni di un territorio già duramente provato dal nubifragio.

Mentre gli operai lavorano per restituire una strada percorribile a un'intera comunità, Rocco Romeo torna a casa con la consapevolezza di essere sopravvissuto a un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più drammatiche. La sua automobile è ormai perduta, la paura di quanto accaduto è ancora viva e la necessità di tornare alla normalità si scontra con i tempi della burocrazia.

Due giorni fa era al volante di quella macchina quando l'asfalto gli è crollato sotto le ruote. Oggi è tornato sul posto, sulle proprie gambe, per assistere alla sua rimozione. Un'immagine che racconta, meglio di qualsiasi parola, quanto sottile sia stato il confine tra una tragedia sfiorata e una vita spezzata.