Il sindaco di Corigliano Rossano aveva pubblicato su facebook un estratto del proprio intervento all’assemblea pubblica svoltasi a Cassano all’Ionio, dopo l’agguato nella villa del boss Damiano Pepe
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L’ultimo post su facebook di Flavio Stasi, prima del terremoto giudiziario che lo ha investito, risale a ieri. Il sindaco di Corigliano Rossano lo ha scritto a conclusione dell’assemblea pubblica “Giù le mani dalla nostra città”, organizzata dal primo cittadino di Cassano all’Ionio Iacobini e dal vescovo Savino, in risposta all’agguato mafioso compiuto nella villa del boss Damiano Pepe, in cui è stata uccisa la compagna Silvana Sibarelli.
Flavio Stasi, nel post fb, definisce l’assemblea «un atto di chiarezza e coraggio istituzionale, che non potevo non condividere. Una assemblea pubblica che ha visto unite istituzioni, territori e persone per dare uno schiaffo alla criminalità».
Durante il suo intervento, Flavio Stasi ha sottolineato il ruolo della scuola come strumento principale per sconfiggere il ricatto della ‘ndrangheta. «Ma quale scuola dà davvero fastidio alla criminalità? - ha riflettuto il sindaco di Corigliano Rossano durante il suo intervento - non certo quella degli accorpamenti, delle chiusure, delle chiusure, dei dimensionamenti imposti sulla scorta di numeri senza peso. Dirigenti, educatori e genitori in Calabria piuttosto di lottare contro la cultura mafiosa, lottano contro gli istituti trasferiti, gli organismi accorpati, le classi soppresse. Questa non è una scuola forte, è una scuola indebolita dallo Stato».
Dalla scuola agli strumenti amministrativi. Flavio Stasi non ha dubbi: «È necessario - questo un altro passaggio del suo intervento all’assemblea pubblica di Cassano - rivedere il sistema delle confische, perché troppo spesso sono parziali o cadono sotto i colpi di ricorsi e cavilli».
Quindi, un appello rivolto al Governo centrale: «Per ogni episodio mediaticamente rilevante, in questi anni, è stato emesso un decreto sicurezza che deroga sistematicamente le procedure ordinarie. Noi chiediamo dei provvedimenti che rendano chiare ed efficaci le misure amministrative contro la 'ndrangheta, che aiutino i sindaci a cacciarne il puzzo da ogni procedura. Inoltre chiediamo provvedimenti straordinari che procedano, in deroga alle vuote procedure ordinarie fatte di calcoli astrusi, a moltiplicare le scuole, aumentare i dirigenti scolastici, assumere professori ed assistenti da affiancare a nuove forze dell'ordine.
Vogliamo un “decreto Sicurezza vera" che faccia arrivare in Calabria l'esercito: un esercito di educatori e dirigenti scolastici, affiancato a poliziotti e carabinieri, che faccia tornare la nostra gente ed alzi un argine contro il vuoto nel quale la mafia sguazza. Ci siamo e ci saremo sempre per ogni iniziativa sociale, politica ed istituzionale». Accadeva ieri: nella notte l’operazione della DDA di Catanzaro, l’accusa pesante di voto di scambio politico mafioso, e la misura degli arresti domiciliari per Flavio Stasi.

