Tabaccaia uccisa a Reggio Calabria, l'assassino era «capace di intendere e di volere»

Depositata la perizia psichiatrica sull'uomo che ha confessato di aver ucciso con una mannaia Mariella Rota. Il fatto risale al luglio del 2019

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di Redazione
15 maggio 2021
20:47
Nel riquadro, Billi Jay Sicat
Nel riquadro, Billi Jay Sicat

«All'epoca, come oggi, Billi Jay Sicat, è pienamente capace di intendere e di volere». È quanto c'è scritto nella perizia redatta da Giuseppe Sciaudone, psichiatra e docente dell'università di Firenza, che ha esaminato l'uomo di origini filippine che, nel luglio del 2019, uccise con una mannaia Mariella Rota, titolare di una tabaccheria in via Melacrino a Reggio Calabria.

La consulenza, disposta dalla Corte d'Assise presieduta dal giudice Ornella Pastore, è stata depositata in questi giorni agli atti del processo. Difeso dagli avvocati Demetrio e Mariateresa Pratticò , Sicat aveva già confessato l'omicidio nel momento dell'arresto.


Stando alla ricostruzione della Squadra mobile, che ha condotto le indagini, l'autore dell'omicidio era un ludopatico, cliente abituale della tabaccheria della vittima. Giocava regolarmente al Lotto e perdeva. Secondo gli investigatori, avrebbe ucciso la donna per giustificare con sé stesso le continue perdite di denaro, frutto del lavoro della moglie. In sostanza imputava alla vittima la responsabilità dei soldi persi al gioco.

Il processo, adesso, riprenderà il prossimo 31 maggio quando dovrebbe esserci la requisitoria del pubblico ministero Giulia Scavello.

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