Test rapidi non attendibili, anche l'Asp di Cosenza solleva dubbi

Il commissario straordinario Vincenzo La Regina ne valuterà l'utilizzo caso per caso: «Sensibilità inferiore al cinquanta percento: non sarebbero adatti per attività di screening»

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di Salvatore Bruno
1 febbraio 2021
07:00
I tamponi antigenici Biocredit finiti nell’occhio del ciclone
I tamponi antigenici Biocredit finiti nell’occhio del ciclone

«I test antigenici Biocredit acquistati dal Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri e distribuiti in tutta Italia dalla Protezione Civile, avrebbero una sensibilità inferiore al cinquanta percento secondo studi pubblicati dalle riviste specializzate Science e Journal of Clinical Virology. Non sarebbero quindi indicati per attività di screening, ma per altre tipologie di indagini diagnostiche, da rivolgere in prevalenza a soggetti con sintomi Covid. Pertanto ci riserveremo il loro utilizzo caso per caso». Ad affermarlo è Vincenzo La Regina, commissario dell’Asp di Cosenza.

Già bloccati a Catanzaro e Reggio

La sua posizione si allinea sostanzialmente a quella già espressa a Reggio Calabria dal virologo Fabio Foti, il primo a lanciare l’allarme nella nostra regione sull’uso smodato dei tamponi rapidi importati dalla Corea del Sud, la cui affidabilità evidentemente non consente un monitoraggio attendibile della comunità. Tanto che l’Azienda Sanitaria di Catanzaro ne ha sospeso l’impiego sulla popolazione scolastica, mentre l’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia li ha banditi dalle corsie dove fino a pochi giorni fa erano utilizzati nei reparti più esposti al rischio di contagio.


Si poteva scegliere meglio

«Diversi e più affidabili, si parla di circa il 97% - sottolinea La Regina - sono invece i test di un'altra azienda coreana, la Seegene, produttrice di un tampone antigenico nasofaringeo, Frend COVID-19 Ag: è un test ad immunofluorescenza (FIA) in card monouso, marchiato CE-IVD, per il rilevamento qualitativo della proteina nucleocapsidica (N) del virus Sars-Cov-2. In appena tre minuti fornisce l'esito».

Buco nell'acqua?

La partita acquistata da Arcuri per la non secondaria cifra di 32 milioni di euro quindi, potrebbe rivelarsi un clamoroso buco nell’acqua se i dubbi sollevati in Calabria e confermati da uno studio dell’Università di Catanzaro, oltre che dalle già citate riviste scientifiche, dovessero rivelarsi fondati. Tra l’altro, l’esito dei test antigenici, dallo scorso 15 gennaio, viene conteggiato nel bollettino nazionale. La loro inattendibilità potrebbe quindi falsare l’andamento dell’epidemia nel Paese ed anche la valutazione sulla diffusione del virus nelle singole regioni.

Giornalista
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