Toghe e massoneria, nuove rivelazioni di Petrini: «Ero nella stessa loggia coperta di Pittelli»

L'ex presidente di sezione della Corte d'assise di Catanzaro torna a parlare. Ha accusato l'ex senatore di averlo affiliato alla massoneria coperta. Tirati in ballo altri sette magistrati

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di Redazione
2 giugno 2020
11:37
Pittelli e Petrini
Pittelli e Petrini

L’ipotesi di una convergenza fra i giri massonici dell’ex senatore e avvocato Giancarlo Pittelli e il giudice Marco Petrini, grande mattatore del suq delle sentenze a Catanzaro, alcuni l’avevano intuita.

 

In molti, probabilmente la temevano. Ma che quei mondi si siano incrociati, adesso è lo stesso Petrini a raccontarlo. Lo svela Arcangelo Badolati sulla Gazzetta del Sud, con un pezzo che racconta i contenuti di uno degli ultimi interrogatori dell’ex giudice, fino a qualche tempo fa potentissimo presidente di sezione della Corte di assise e della Commissione tributaria di Catanzaro, poi arrestato per corruzione giudiziaria e altri reati.

 

Ai magistrati di Salerno, Petrini ha raccontato che su iniziativa di Pittelli, arrestato nell'inchiesta Rinascita Scott e ancora dietro le sbarre nonostante le ripetute istanze di scarcerazione, sarebbe stato iniziato ad una loggia massonica "coperta", frequentata da altri sette magistrati e alcuni avvocati dei fori di Cosenza, Castrovillari, Vibo Valentia e Catanzaro. Anzi, sarebbe stato addirittura Pittelli ad officiare il rito, organizzato in una struttura religiosa di Decollatura, alla presenza di “fratelli” di cui Petrini non avrebbe esitato a snocciolare i nomi di fronte al procuratore capo di Salerno, Giuseppe Borrelli, all'aggiunto Luca Masini e al pm Vincenzo Senatore, che coordinano la delicatissima inchiesta sulla toga calabrese.

 

E a riprova della veridicità del suo racconto, di fronte agli allibiti ex colleghi avrebbe anche ripetuto con sicurezza la formula di affiliazione alla loggia segreta recitata in quell’occasione. Una prova a riscontro delle dichiarazioni dei diversi pentiti che hanno inserito tanto Pittelli come Petrini nel medesimo circuito massonico.

 

A partire dal collaboratore di giustizia Andrea Mantella, che ai magistrati aveva raccontato dei canali privilegiati per accedere al giudice Petrini da identificare in «Salvatore Staiano, Giancarlo Pittelli, Anselmo Torchia, Nicola Cantafora, Francesco Gambardella, i quali tutti svolgono attività di avvocato».

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