Toghe sporche, il giudice Marco Petrini conferma le accuse al sindaco Marcello Manna

Sentito dai pm di Salerno ha riferito che sarebbe stato il legale Luigi Gullo a consegnare la busta contenente banconote da 50, 100 e 200 euro. Il primo cittadino di Rende pronto a querelare il magistrato arrestato (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Luana  Costa
13 ottobre 2020
17:25
Nei riquadri Manna e Petrini
Nei riquadri Manna e Petrini

È stata una testimonianza molto dettagliata quella fornita questa mattina a Salerno dall'ex presidente di sezione della Corte d'Appello di Catanzaro, Marco Petrini. In mattinata è stato, infatti, sentito nella forma dell'incidente probatorio dal procuratore capo reggente, Luca Masini, e dal sostituto procuratore, Francesca Fittipaldi, sulla presunta corruzione che grava sul capo del sindaco di Rende Marcello Manna, sull'avvocato Luigi Gullo e su Francesco Patitucci.

 

Le accuse

Tutti sono accusati del reato di corruzione in atti giudiziari aggravata dalle modalità mafiose e, in particolare, di aver interferito nella sentenza emessa dalla Corte d'Appello chiamata a giudicare Francesco Patitucci, già condannato in primo grado a 30 anni di reclusione quale mandante dell'omicidio di Luca Bruni consumato nel gennaio del 2012 a Castrolibero. 

 

L'intermediario

Interrogato questa mattina, Marco Petrini, è sceso nei dettagli. Non ha solo confermato l'accordo corruttivo che sarebbe stato stretto con i due legali di Patitucci, Marcello Manna e Luigi Gullo, per ottenere l'assoluzione ma ha specificato anche il taglio delle banconote, dettagliato la busta contenente il denaro e, infine, chi si sarebbe fatto carico di consegnarla.

 

Banconote e busta

Da quanto riferito, sarebbe stato l'avvocato Luigi Gullo a consegnare il denaro finalizzato alla presunta corruzione in una busta chiusa contenente banconote da 50, 100 e 200 euro. Ha confermato, infine, anche l'altra corruzione contestata a Marcello Manna e relativa alla revoca della confisca disposta dal Tribunale di Cosenza nei confronti di Antonio Ioele. Quell'accordo corruttivo, secondo le dichiarazioni rese da Petrini, si sarebbe chiuso con la promessa di consegnare 2.500 euro in caso di provvedimento favorevole. 

 

La difesa di Manna

Un narrato che, secondo la difesa del primo cittadino di Rende, Marcello Manna, sarebbe però discrepante nelle diverse versioni fornite. Nell'interrogatorio odierno Marco Petrini avrebbe ancora mutato la descrizione delle modalità di ricostruzione degli episodi. Inoltre, il collegio difensivo ha contestato alla Procura il mancato deposito di alcuni verbali, segnatamente quello reso dall'ex presidente di sezione della Corte d'Appello il 28 gennaio e la secretazione di ampi stralci di quelle rese invece il 17 aprile. Marcello Manna, difeso dall'avvocato Armando Veneto, sta valutando il deposito di una querela sulla scorta di quanto dichiarato da Marco Petrini, oggi difeso dagli avvocati Francesco Calderaro e Filomena La Gamma. 

*All'articolo ha collaborato anche Salvatore Bruno

Giornalista
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