Per non dimenticare

Trent’anni dalle stragi di mafia, Palermo si ferma per omaggiare le vittime

FOTO-VIDEO | Il percorso della corsa podistica si snoda nei luoghi simbolo degli attentati. L’evento seguito in diretta dal network LaC con collegamenti e interviste all'interno dei nostri format e tg

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di Redazione
9 maggio 2022
11:43

Una giornata per ricordare quanti si sono sacrificati nel nome di una terra libera dalla mafia e dal malaffare. A Palermo, nell’ambito delle celebrazioni per il trentesimo anniversario delle stragi mafiose del 1992, la segreteria provinciale del sindacato di polizia Sap ha organizzato una corsa podistica.

Le stragi di mafia

Il percorso per i partecipanti al Memorial day parte dall'albero Falcone, passa da Via D'Amelio, e si conclude al Giardino della Memoria di Capaci. L’iter si snoda nei luoghi simbolo delle stragi in una data molto simbolica. Il 9 maggio del 1978, infatti, il giornalista e attivista Peppino Impastato, venne barbaramente ucciso da Cosa nostra. Pagò con la vita le sue coraggiose denunce contro le attività delle cosche. L’iniziativa a Palermo viene seguita in diretta anche dal network LaC, con interviste e approfondimenti nell’ambito del format Prima della notizia condotto da Pietro Comito.


Il Memorial day

Lungo le strade siciliane, i partecipanti hanno modo di sostare per rendere omaggio alle vittime con momenti di raccoglimento e deposizione di fiori. Insieme alle autorità, ad attendere gli atleti al Giardino della Memoria, anche gli alunni della scuola primaria Rosolino Pilo. Con l'esibizione dell'attore Roberto Disma e il monologo "Capitan Desperta e il Villagio della Pulce" ai bambini viene spiegato cos'è la mafia. In conclusione l’inaugurazione di una targa illustrativa che verrà posta nello spazio antistante l'accesso al cunicolo dove venne nascosto l'esplosivo necessario agli attentati. Presenti anche il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, e la presidente dell'associazione Quarto Savona 15, Tina Montinaro.   

«Solo qui trovo la mia serenità»

«Tornare in questo luogo è sempre un’emozione forte, anche perché quando mi trovo qui da solo riesco a trovare la mia serenità… riesco a riconciliarmi con loro». Sono le parole di Antonio Vullo, l’unico agente sopravvissuto alla strage di Via D’Amelio, che visibilmente emozionato ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di LaC.

La testimonianza di Tino Serra

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