Vibo Valentia, inchiesta sulla raccolta differenziata: indagato l'assessore Scalamogna

Ci sono sei nuovi nomi nel registro degli indagati, tra questi l'ex sindaco Nicola D'Agostino e dirigenti comunali. Sono accusati di concorso in frode nelle pubbliche forniture e truffa in concorso

 

di G. B.
3 luglio 2021
06:57
Il palazzo comunale di Vibo Valentia
Il palazzo comunale di Vibo Valentia

Concorso in frode nelle pubbliche forniture e truffa in concorso. Nuovi indagati per l’inchiesta della Procura di Vibo Valentia che mira a far luce sui mancati controlli da parte di amministratori, tecnici comunali e titolari delle ditte addette alla raccolta della differenziata in città. Dopo i vertici di Ecocar (Pietro DominiciFrancesco DeodatiAntonio NatoliCarmine Orlando) i nuovi indagati sono: Nicola D’Agostinoex sindaco di Vibo Valentia; Adriana Teti, dirigente comunale; Pasquale Scalamogna (foto in basso a destra), ex dirigente comunale ed oggi assessore all’Urbanistica della giunta guidata dal sindaco LimardoClaudio Decembrini, ex responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Vibo; Demetrio Beatino, ex dirigente comunale; Silvio Pellegrino, rappresentante legale della ditta Eurocoop.

Le contestazioni

comportamenti fraudolenti che – ad avviso del pm della Procura di Vibo Valentia, Filomena Aliberti – vengono contestati a Silvio Pellegrino fanno riferimento al mancato raggiungimento delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti in città, prevista dal capitolato d’appalto, che veniva però fatturata come avvenuta; i centri di raccolta dei rifiuti differenziatimai avviati con l’erogazione di ingenti somme di denaro pubblico da parte del Comune di Vibo; l’impiego di mezzi inadeguati per la raccolta dei rifiuti e diversi da quelli previsti dal contratto.


Nicola D’Agostino (foto a sinistra), Adriana Teti, Pasquale Scalamogna, Demetrio Beatino e Claudio Decembrini sono quindi indagati per concorso omissivo nelle contestazioni mosse a Silvio Pellegrino in quanto – ad avviso del pm Filomena Aliberti – avrebbero omesso di effettuare i dovuti controlli e di elevare contestazioni “relative alla mancate forniture di servizi previsti dal contratto”, non provvedendo a segnalare regolarizzare e bloccare la fornitura o revocare l’affidamento intraprendendo azioni tali “dal protrarsi la condotta criminosa”, favorendo così le presunte condotte fraudolente della Eurocoop “dal dicembre 2008 al 5 febbraio 2020, data di emissione dell’ultimo mandato di pagamento”.

Il reato di concorso in truffa

Silvio Pellegrino è poi accusato di aver “falsamente attestatol’effettuazione del servizio di raccolta differenziata e la realizzazione dei centri di raccolta previsti nel capitolato speciale e nell’aver presentato false fatture per i predetti servizi non resi”, mentre Nicola D’Agostino, Adriana Teti (foto a sinistra), Pasquale Scalamogna, Demetrio Beatino e Claudio Decembrini avrebbero omesso “di effettuare i dovuti controlli e le conseguenti contestazioni relative alle mancate forniture di servizi previsti dal contratto e dal capitolato speciale, favorendo così la condotta fraudolenta della Eurocoop”.

Il Comune di Vibo sarebbe stato così indotto in errore in ordine alla corretta esecuzione dei lavori, procurando ad Eurocoop un ingiusto profitto consistente nel pagamento di oltre 22 milioni di euro (22.32.230 euro). Il reato di truffa copre un arco temporale che va dal dicembre 2008 al 5 febbraio 2020, data di emissione dell’ultimo mandato di pagamento per 675.690,20 euro.

Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per chiedere al pm Filomena Aliberti di essere interrogati o presentare eventuali memorie difensive.

Giornalista
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