Vibo, vendevano titoli di studio: tra gli indagati anche il capo dell’Ufficio scolastico regionale

NOMI-VIDEO | Secondo gli inquirenti, l’Accademia Fidia di Stefanaconi era al centro di una rete di istituti paritari che ha illecitamente prodotto attestati per favorire la partecipazione ai concorsi pubblici (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Redazione
1 marzo 2021
10:53

Operazione Diacono. Così è stata denominata l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha portato, questa mattina, all’arresto di 10 persone (otto in carcere e due ai domiciliari), con totale di 23 indagati, tutti operanti nel settore dell’istruzione paritaria, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, falso in atti destinati all’autorità giudiziaria, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e auto-riciclaggio.

Indagata anche la dirigente dell'Usr

Tra gli indagati eccellenti la dirigente generale dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria, Maria Rita Calvosa, l’ex dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Vibo Valentia Maurizio Piscitelli, l’ex assessore comunale di Vibo Valentia Incoronata Bax e Carmine Caratozzolo, ex assessore comunale a San Ferdinando già coinvolto nell’operazione “Panta Rei” sull’Università di Messina.


Bufera sull'Accademia Fidia

Al centro del sistema fraudolento, secondo le indagini, l’Accademia di Belle arti Fidia di Stefanaconi, gestita dalla famiglia Licata, fulcro di una rete di istituti formativi (paritari e artistici/musicali) che ha illecitamente prodotto, in cambio di denaro e/o altre utilità, titoli di studio e attestati (oltre che operato fittizie assunzioni), al fine di favorire la partecipazione dei beneficiari a pubblici concorsi per l’assunzione di personale docente e Ata.

Tali illecite condotte sono state agevolate e rese possibili grazie alla corruzione di un alto funzionario del ministero dell’Istruzione, il quale è incaricato, fra l’altro delle attività ispettive e di controllo degli istituti provati accreditati al Miur. Lo sforzo investigativo ha consentito di fare luce anche su un’ulteriore episodio di corruttela, finalizzato a conseguire l’attribuzione di importante incarico istituzionale nell’ambito del ministero dell’Istruzione, a beneficio della dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria Maria Rita Calvosa.

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Sequestrate 19 società

Nel corso dell’attività di esecuzione delle misure cautelari sono state anche poste sotto sequestro con decreto d’urgenza 19 società, operanti nel settore dell’Istruzione, per un valore stimato in circa 7 milioni di euro.

Gli indagati

Questi gli indagati: Pietro Amato, 39 anni, di Locri; Incoronata Bax, 68 anni, di Vibo Valentia; Domenico Califano, 39 anni, di Reggio Calabria; Maria Rita Calvosa, 59 anni, di Roma; Carmine Caratozzolo, 49 anni, di San Ferdinando; Giovanni Carbone, 60 anni, di Bagnara Calabra; Rosa Cilea, 50 anni, di Reggio Calabria; Patrizia Fazzari, 47 anni, nata in Germania; Vincenzo Giovinazzo, 34 anni, di Cinquefrondi; Davide Licata, 52 anni, di Stefanaconi; Dimitri Licata, 42 anni, di Stefanaconi; Jgor Vincenzo Licata, 48 anni, di Stefanaconi; Michela Licata, 22 anni, di Stefanaconi; Michele Licata, 77 anni, di Stefanaconi; Rossella Marzano, 46 anni, di Vibo Valentia; Antonio Oggiano, 81 anni, di Sassari; Christian Piscitelli, 24 anni, di Napoli; Maurizio Piscitelli, 56 anni, di Casalnuovo di Napoli; Giovanni Procopio, 71 anni, di Montepaone; Carlo Pugliese, 69 anni, di Spilinga; Pasquale Sorrentino, 49 anni, di Formia; Paolo Tittozzi, 75 anni, di Roma; Domenico Carrozzo, 42 anni, di Tropea.

Gli arrestati

Gli arrestati in carcere sono: Davide Licata, Jgor Vincenzo Licata, Dimitri Licata, Carmine Caratozzolo, Maurizio Piscitelli, Michele Licata, Christian Piscitelli, Michela Licata. Agli arresti domiciliari: Rossella Marzano e Domenico Califano. Tutti gli altri sono indagati a piede libero.

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