Da Atene a Reggio Calabria per celebrare l’arte greca nel Mediterraneo, il MaRC pronto ad accogliere “Ispirazioni.Vite italiane dell’arte greca”

Il Museo archeologico di Reggio Calabria si è preparato ad accogliere “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, la mostra che espone insieme per la prima volta capolavori unici dell'arte greca, custoditi nei migliori musei italiani, dando corpo a un racconto espositivo inedito e ricco di fascino. Dalla Grecia approda in Italia, sulla sponda calabrese dello Stretto, per concludere qui il suo viaggio attraverso nuove suggestioni.

La mostra, infatti, in sinergia con la Scuola Archeologica Italiana di Atene, in Italia farà tappa solo a Reggio Calabria, consacrando la città quale luogo ineludibile in un ideale itinerario tra Grecia e Italia, nel cuore del Mediterraneo inteso come spazio storico di connessioni, scambi, mobilità e costruzione di identità culturali condivise. L’apertura al pubblico dovrebbe avere luogo nei prossimi giorni. La mostra resterà poi visitabile fino a dicembre.

La storia greca prende forma

Attraverso 38 capolavori provenienti dai più importanti musei italiani, di cui quattro del MaRC, prendono forma la presenza, la trasformazione e la reinterpretazione dell’arte greca nella Penisola italiana, dalla tarda età del Ferro fino al Novecento.

Dalle prime presenze dell’arte greca nella Penisola italiana, anteriori alla conquista romana, fino alla nascita del collezionismo moderno e della moderna storia dell’arte antica. Dalla circolazione degli oggetti greci come strumenti di prestigio e veicoli di modelli culturali si passa ai fenomeni di appropriazione e trasferimento delle opere, fino ai processi di reinterpretazione e riuso che ne hanno accompagnato la storia in età romana, moderna e contemporanea.

Da Atene a Reggio per testimoniare la continuità di una storia antica e affascinante che si dipana dall'inizio della colonizzazione spingendosi fino all'età moderna e che ancora oggi, grazie ai reperti archeologici nei secoli rinvenuti e studiati, unisce luoghi e culture.

Un progetto espositivo internazionale

Si tratta di un progetto espositivo internazionale promosso dal Ministero della Cultura italiano e dal Ministero della Cultura greco, che si colloca nell’ambito delle attività di cooperazione culturale e diplomazia euro-mediterranea e delle strategie di diplomazia culturale del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo allargato - attraverso cui il Governo promuove la cultura come strumento di cooperazione internazionale e rafforzamento delle relazioni tra Europa, Mediterraneo e Africa - e del Piano Olivetti per la Cultura - attraverso il quale il ministero della Cultura sostiene progetti capaci di coniugare valorizzazione del patrimonio, inclusione sociale, innovazione e rigenerazione territoriale.

Reggio, unica e sola tappa dopo Atene

«Siamo particolarmente orgogliosi – dichiara il direttore del MaRC Fabrizio Sudano - di essere stati tra i musei che hanno contribuito a questo evento. Ad Atene, dallo scorso giugno fino alla prima settimana di settembre, piuttosto che fino alla fine di agosto dal momento che il successo dell’iniziativa ha richiesto una proroga del prestito, nella mostra “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca” allestita il museo dell’Acropoli, anche quattro “nostri” tesori esposti a migliaia di visitatori di tutto il mondo: i reperti del relitto di Porticello, ossia la testa del Filosofo e la testa di Basilea, il Kouros di Reggio e la testa dell’Apollo Aleo di Cirò Marina. Ma non solo. Siamo stati anche di scelti come seconda e unica tappa della mostra. Saremo l’unico museo in Italia ad ospitare i reperti prima del loro rientro a casa. Così come ad Atene anche a Reggio – sottolinea il direttore Sudano - i nostri quattro tesori saranno esposti con reperti illustri come la Coppa di Nestore rivenuta a Pithecusae, il più antico documento epigrafico della grecità occidentale, il trono Ludovisi tradizionalmente attribuito al tempio di Marasà a Locri e che per la prima volta arriverà nel museo di Reggio. E ancora statue bronzee provenienti da Pompei, statue di marmo e altri reperti pregiati. Ospiteremo anche il diadema di Hera di Capo colonna, il Toro cozzante di Sibari, il cratere di Eufronio.

Sarà un'occasione imperdibile per ammirare questi e tanti altri capolavori unici, presenti in Italia dai migliori musei, in una unica esposizione per la quale abbiamo messo a punto nella nostra sala delle mostre temporanee un allestimento originale e suggestivo. Ad Atene è stata un grande successo e ci auguriamo che tanti saranno anche i visitatori per la tappa qui nel nostro museo, unica in Italia, dal momento che dopo i reperti faranno ritorno nei prestigiosi musei di provenienza. Tra questi il museo nazionale Romano, il museo archeologico nazionale di Taranto e quello di Cerveteri. Altri reperti faranno rientro a Pompei», sottolinea ancora il direttore del MaRC, Fabrizio Sudano.

Mediterraneo antico e moderno

La mostra rientra nei programmi congiunti tra i due Ministeri volti a rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale comune e a promuovere iniziative condivise di dialogo nel Mediterraneo. Si tratta di una delle principali iniziative internazionali promosse dal Ministero, seguita alla visita istituzionale del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ad Atene nel giugno 2025 e all’incontro con il Ministro della Cultura della Repubblica Ellenica Lina Mendoni, in occasione della quale era stata ribadita la centralità della comune eredità greco-romana quale fondamento culturale dell’Europa e dell’Occidente e il valore strategico della cooperazione culturale tra Italia e Grecia nel quadro delle politiche europee rivolte al Mediterraneo allargato e all’Africa. Un legame richiamato anche in occasione della visita a luglio dello stesso ministro Alessandro Giuli a Reggio per inaugurare in piazza de Nava, di fronte al Marc, la Fontana Ferma dell'artista romano Piero Pizzi Cannella, un’installazione monumentale che “dialoga” con l’omologa presente a Messina, evocando la suggestione di uno Stretto unito dalla storia e dall’arte nel cuore del Mediterraneo.

La mostra, curata da Alfonsina Russo e Nikolaos Stampolidis, con Roberta Alteri e Alessio De Cristofaro, si conclude con una riflessione sulla ricezione dell’arte greca tra XVIII e XX secolo, con un focus dedicato ad Antonio Canova e al rapporto con i marmi del Partenone, al contributo degli studiosi italiani alla storia dell’arte greca e ai fratelli De Chirico, interpreti contemporanei dell’eredità culturale ellenica nel Novecento europeo.

Fino alla fine dell’anno studiosi, visitatori e appassionati potranno godere nel Mediterraneo contemporaneo, che accoglie il museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, di un nuovo viaggio nel Mediterraneo antico.