I ricercatori dell'Università di Catanzaro tra i migliori al mondo: la classifica

VIDEO | La Magna Graecia nella prestigiosa graduatoria della Stanford university. Tra i citati anche il rettore dell'ateneo De Sarro, il presidente della società italiana di cardiologia Indolfi e il direttore della scuola di specializzazione in malattie dell’apparato digerente Abenavoli

di Rossella  Galati
10 dicembre 2020
14:00

Ci sono anche 15 scienziati e ricercatori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro tra i 160mila scienziati di tutto il mondo, 4008 italiani, che la prestigiosa università di Stanford ha individuato tra quelli più citati per la produzione scientifica, ovvero che producono e influenzano di più la ricerca.

Due le classifiche stilate dall’università californiana: la prima per la carriera dal 1996 al 2019, e qui sono  quattro i catanzaresi: Aldo Quattrone, Stefano Alcaro, Mario Cannataro e Giovanbattista De Sarro, quest’ultimo rettore dell’ateneo; per la seconda, un focus sull’anno 2019 ed ecco spiccare altri 11 tra professori e ricercatori catanzaresi: Ludovico Abenavoli, Ciro Indolfi, Davide Bolignano, Francesco Perticone, Pierfrancesco Tassone, Donatella Paolino, Massimo Fresta, Raffaele Serra, Luca Gallelli, Donato Cosco, Antonino Fiorillo. E in questa seconda classifica vengono citati nuovamente anche De Sarro, Quattrone e Alcaro. Ma la soddisfazione si estende anche agli altri due atenei calabresi essendo compresi nella lista altri 84 docenti dell’Università della Calabria e dell’Università Mediterranea.

Orgoglio calabrese

«Sicuramente che un’università prestigiosa come quella americana di Stanford riconosca il valore della nostra ricerca scientifica fatta in una terra difficile come la Calabria per me è motivo di orgoglio – ha commentato Ludovico Abenavoli, docente di gastroenterologia, direttore della scuola di specializzazione in malattie dell’apparato digerente -. Ma questo vuole essere anche un esempio per le nuove generazioni, per gli studenti che sono alla base della mission di noi docenti universitari». «Ovviamente siamo molto orgogliosi di questo riconoscimento – ha aggiunto Ciro Indolfi, ordinario di cardiologia, direttore dell’Unità operativa complessa di cardiologia, direttore del Centro di ricerche delle malattie cardiovascolari dell’Umg e presidente della Società italiana di cardiologia -. La qualità della ricerca e l’attività dei singoli ricercatori oggi possono essere facilmente controllate e valutate attraverso delle banche dati come Scopus (il database di riferimento nel quale vengono archiviate le citazioni per articoli di pubblicazioni scientifiche internazionali riguardanti la ricerca)».


Il valore della ricerca

«La mole di lavoro, di collaborazioni e di produzione scientifica ci tiene impegnati ogni giorno, 365 giorni l’anno – ha evidenziato Abenavoli -. L’Università Magna Graecia di Catanzaro ritengo che sia prima di tutto un investimento culturale che è stato fatto nella nostra regione. E se avessimo maggiori risorse e maggiore attenzione e coinvolgimento da parte degli enti e delle istituzioni, non è pleonastico dire che magari un premio Nobel sarebbe made in Catanzaro». Gli studiosi catanzaresi della facoltà di medicina del capoluogo rientrano quindi in quel 2% dei top scientists mondiali portando ancora una volta alla ribalta l’ateneo catanzarese. E per Indolfi: «In un momento in cui la Calabria è sostanzialmente nota in Italia per vari episodi negativi, questa è sicuramente un’ottima notizia. Dal mio punto di vista sono orgoglioso inoltre del fatto che dal punto di vista assistenziale abbiamo avuto un riconoscimento dell’Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, per essere al secondo posto il Italia per il trattamento dell’infarto acuto. Ma dove si fa buona assistenza si fa anche buona ricerca».

Il messaggio agli studenti

Dalla Calabria partono notizie positive dunque che secondo Abenavoli meritano di essere sottolineate ed esportate. «Purtroppo le istituzioni, intendo anche quelle  politiche, spesso rimangono sorde rispetto a questo grandi traguardi raggiunti. Servirebbe anche da parte loro maggiore attenzione». «Gli studenti, gli specializzandi, tutti quelli che costituiranno la prossima generazione di medici, oggi possono affidarsi e seguire questa università perché come abbiamo visto ci sono delle eccellenze che vanno potenziate e riconosciute» ha concluso Indolfi. «Agli studenti calabresi dico – ha aggiunto Abenavoli -: non mollate, resistete, credeteci perché come abbiamo fatto noi, anche voi potrete arrivare a questi risultati».

Giornalista
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