L'associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi), con il patrocinio del ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e in collaborazione con Confagricoltura Donna, promuove oggi anche in Calabria l'iniziativa "Coltiviamo la cultura"
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Storia e memoria, cultura e turismo, agricoltura e valorizzazione del territorio convivono in tanti luoghi disseminati nel nostro BelPaese, per quasi l'80% per cento, situati in campagna o in provincia . A tenere insieme queste anime sono le dimore storiche, di proprietà privata ma sottoposte a vincolo perchè parte integrante del patrimonio culturale dello Stato, tenuto a vigilare sulla sua tutela e favorirne la conservazione .
Una responsabilità incinta per i proprietari per questo supportato dall'associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) con sedi in tutte le regioni, compresa la Calabria, e con 4500 soci impegnati, insieme all'European Historic Houses Association (EHH), nella promozione e nella valorizzazione di tali immobili di pregio.
Parte integrante dei paesaggi, tracce vive e antiche di identità, le dimore storiche si declinano sui vari territori in presidi attivi di biodiversità, economia agricola, sviluppo sostenibile, attrattività turistica e promozione delle eccellenze del Made in Italy. Così, assolvendo alla responsabilità di cura e manutenzione, i proprietari contribuiscono anche alla crescita della comunità.
Voce al patrimonio culturale
Per raccontare tutto questo e contribuire alla valorizzazione di questo variegato e pregiato patrimonio, popolato da ville e palazzi, divenuti tenute, aziende agricole ed eleganti strutture ricettive, l'associazione Dimore Storiche Italiane (Adsi) promuove iniziative come quella in programma per oggi, domenica 8 novembre, anche in Calabria con l'apertura al pubblico di dodici dimore, di cui sei nel reggino.
A Catanzaro Villa Cefaly Pandolphi di Acconia di Curinga, a Cosenza il Castello del Principe di Sangineto Lido, Palazzo Amarelli e la Tenuta Ciminata Greco di Corigliano-Rossano e il Palazzo Cybo Malaspina di Aiello Calabro, a Crotone la Masseria Zurlo di Scandale e a Reggio il Palazzo Grillo di Polistena, la Tenuta Acton nel borgo Cannavà di Rizziconi, la Tenuta Candida di Locri, la Casa Spanò e il Palazzo Candida di Gerace e la Villa Malgeri di Bova Marina.
Le aperture diffuse e gli incontri
"Coltiviamo la Cultura" è l'iniziativa odierna, patrocinata del ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, promossa per la prima volta in collaborazione con Confagricoltura, con il coinvolgimento di Confagricoltura Donna.
La Calabria, in particolare la tenuta Acton di Leporano a Rizziconi, con l'Emilia Romagna e il Piemonte, è protagonista di uno dei tre eventi pilota intitolati “Scrivere il futuro di una storia antica”, promossi con l'intento di rendere le dimore anche fucine di incontro tra cultura del territorio, ricerca scientifica e mondo produttivo, e di confronto accessibile sulle trasformazioni dell'agricoltura contemporanea.
In particolare la conferenza scientifica programmata in Calabria ha luogo presso la Tenuta Acton di Leporano e proporrà un confronto sul volume Il pomodoro: storia di un immigrato di successo dei professori Luigi Frusciante e Nunzio D'Agostino. Un'occasione per approfondire le prospettive offerte da genetica, genomica e biotecnologie agrarie, con una tavola rotonda organizzata insieme all'Accademia dei Georgofili dedicata alle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea).
Le dimore aperte nel reggino
A Gerace con la storica residenza nobiliare Casa Spanò, aperto anche palazzo Candida, costruito per volere del vescovo Andrea Candida da cui assume il nome, risalente al XVI secolo, e situato nel cuore del borgo medievale di Gerace. Caratterizzato da una suggestiva architettura dell'epoca, esso conserva portali e pavimentazione in pietra, soffitti in legno e cortili interni con archi. Un delizioso giardino panoramico si affaccia sul mar Jonio. Oggi ospita un raffinato B&B.
A Locri aperta la Tenuta Candida. Tra uliveti secolari, agrumeti profumati e paesaggi suggestivi, essa è testimone per eccellenza di vita contadina, storie di lavoro nei campi e connessione profonda e intima con la terra. In essa si condensano tradizione rurale e modernità. Risalente al XVII secolo, quando la famiglia Candida edificò in loco una masseria fortificata, oggi nota come Casina Carbone, è fulcro storico dell'attuale e omonima azienda agricola.
Più recente è la villa liberty Malgeri (spesso chiamata Villa Maugeri) a Bova Marina, una storica e affascinante residenza del ventesimo secolo, circondata da un parco con alberi secolari di grande valore naturalistico. Costruita nei primi anni del '900 e caratterizzata dai tratti tipici dell'art nouveau, con decorazioni eleganti ed elementi architettonici di pregio. L'edificio è stato al centro di due importanti interventi di recupero, uno nel secondo dopoguerra e uno più recente.
Il Palazzo nobiliare Grillo a Polistena fu edificato alla fine del XVIII secolo (intorno al 1783) nel cuore dell'antico quartiere Casalnuovo, a pochi passi dal Duomo e all’ombra del suo campanile. Appartenuto storicamente alla famiglia Grillo poi ai Sofrè e oggi alla famiglia Romeo che, dopo un lungo restauro, dopo tre secoli di inaccessibilità lo ha riaperto al pubblico alcuni anni fa. Esso conserva una struttura architettonica a corte nella quale è incastonata una scala monumentale in pregiata pietra locale che si apre in un portico colonnato tipico delle architetture napoletane del XVII secolo. Oggi ospita il boutique hotel Le Corti.
L'incantevole borgo di Cannavà, frazione di Rizziconi, accoglie la Tenuta Acton, insediamento produttivo composto da un sistema abitativo realizzato nel centro della proprietà fondiaria, finalizzato alla produzione olivicola e che si snoda intorno alla grande piazza quadrangolare, con annessa chiesa gentilizia, giardino, parco, corti interne, e aree agricole.
Il borgo, risalente al XVIII secolo, è sorto su un territorio appartenuto al feudo dei principi Grimaldi. Nel XIX secolo passò in successione alla famiglia Serra di Cardinale, che dopo il terremoto del 1783 destinò l’insediamento come centro della produzione agricola .
Attualmente passato in proprietà ai principi Acton di Leporano, mantiene le preesistenti destinazioni d'uso con la trasformazione delle abitazioni dei lavoratori, oggi adibite alla ricezione turistica.
Il borgo Cannavà è il cuore di un'olivicoltura ottocentesca con alberi di dimensioni gigantesche percorribili per circa 200 ettari. Masseria e grande fienile su i lati opposti delimitano i confini del borgo agricolo.

