Dalle canzoni di Sanremo al successo in televisione con le ricette di cucina, Wilma De Angelis ha attraversato ottant’anni di spettacolo italiano, conquistando generazioni di pubblico con la sua voce e la sua eleganza
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IPA44934015 - Roma, studi Rai ex Dear, trasmissione tv "I migliori anni". Nella foto: Wilma De Angelis
La scomparsa di Wilma De Angelis, morta a Milano all’età di 96 anni, segna la fine di una delle vicende artistiche più longeve e poliedriche dello spettacolo italiano. Cantante, interprete di alcuni dei brani più celebri della stagione d’oro di Sanremo, pioniera della cucina televisiva e presenza familiare per intere generazioni di telespettatori. Wilma De Angelis ha attraversato ottanta anni di storia nazionale, accompagnandone le trasformazioni con professionalità, garbo e autentica vocazione comunicativa.
Dalle note di Nessuno, Quando vien la sera e Patatina alle telecamere di Telemontecarlo, la sua carriera ha seguito il corso di un’Italia in cambiamento, conservando la capacità di entrare nelle case e conquistare l’affetto del pubblico. Il suo percorso racconta un’artista capace di rinnovarsi, attraversare stagioni musicali differenti e trasformare la popolarità in una familiarità destinata a durare.
Con lei si allontana una testimone di quella generazione che ha contribuito a costruire l’immaginario musicale e televisivo del Paese, affidando alla voce, alla disciplina del mestiere e alla discrezione del carattere il compito di lasciare un segno. Rimangono le canzoni, le immagini e la memoria di una donna capace di accompagnare il tempo senza perdere la propria identità.
Dagli esordi al Festival di Sanremo: la voce di una stagione irripetibile
Nata a Milano l’8 aprile 1930, Wilma De Angelis si avvicina alla musica attraverso lo studio del canto, perfezionandosi con Cosimo Di Ceglie e il maestro Rusconi. Nel 1952 ottiene un contratto discografico con la Vis Radio e intraprende i primi passi professionali nel Duo Vocale Vis, insieme a Maria Dattoli. Nel 1956 avvia la carriera solista, imponendosi progressivamente nel panorama musicale italiano e guadagnando l’appellativo di «Reginetta del jazz italiano». L’approdo alla Philips, nel 1957, consolida un percorso destinato a intrecciarsi con la grande stagione della canzone nazionale.
Il Festival di Sanremo rappresenta una tappa fondamentale della sua storia artistica. Nel 1959 interpreta Nessuno, in abbinamento con Betty Curtis, e Per tutta la vita, brano affidato anche a Jula de Palma. È l’inizio di una presenza significativa nella manifestazione, che negli anni successivi la vedrà protagonista di altre pagine musicali rimaste nella memoria collettiva.
Nel 1960 porta sul palco Quando vien la sera, cantata in abbinamento con Joe Sentieri e classificatasi al terzo posto. L’anno seguente arriva Patatina, eseguita con Gianni Meccia, una canzone destinata a diventare uno dei titoli più riconoscibili del suo repertorio. Nel 1962 presenta I colori della felicità e Lumicini rossi; nel 1963 è la volta di Non costa niente, con Johnny Dorelli, e Se passerai di qui, in abbinamento con Flo Sandon’s.
Tra il 1959 e il 1963, Wilma De Angelis porta complessivamente nove brani al Festival, consolidando un rapporto con il pubblico che si estende ben oltre le serate sanremesi. Nel suo repertorio trovano spazio anche Splende l’arcobaleno, Prima di dormir bambina e Casetta in Canadà: titoli che restituiscono il clima di un’epoca nella quale la canzone entrava nelle case, accompagnava la quotidianità e diventava patrimonio condiviso.
Mina e Nessuno: da un’iniziale incomprensione all’ammirazione
La storia di Nessuno custodisce uno degli episodi più significativi della sua vicenda artistica: l’incontro, dapprima controverso, con Mina.
Nel 1959 Mina propone una versione del brano radicalmente diversa da quella di Wilma, trasformandone l’impianto interpretativo attraverso una lettura ritmica e vocale dirompente. Wilma De Angelis, inizialmente, vive quella reinterpretazione con disappunto, quasi avvertisse nella nuova veste una trasformazione eccessiva di una canzone alla quale era profondamente legata.
Il tempo, tuttavia, modifica la sua prospettiva. Quell’iniziale risentimento lascia spazio all’ammirazione per il talento e l’originalità di Mina, fino a diventare materia di racconto e riflessione pubblica. Il 4 febbraio 2018, ospite di Domenica In, Wilma torna sull’episodio, rievocando con sincerità le proprie reazioni di allora e riconoscendo il valore dell’interpretazione della collega.
Le due artiste avevano anche condiviso il palco di Canzonissima nel 1959, esibendosi insieme proprio sulle note di Nessuno. Un intreccio emblematico, nel quale una canzone diventa luogo di confronto fra personalità musicali differenti e testimonia quanto l’arte sappia evolversi attraverso nuove letture.
Questa vicenda rivela anche un tratto umano di Wilma De Angelis: la capacità di ripensare un giudizio, riconoscere la grandezza altrui e trasformare una divergenza in occasione di comprensione. La musica, in fondo, appartiene anche a questa libertà: ogni interprete può restituirle una vita nuova.
La seconda carriera: la cucina entra nelle case degli italiani
Se la canzone le aveva regalato notorietà, la televisione le avrebbe aperto una nuova stagione professionale, altrettanto longeva. Un passaggio decisivo arriva nel 1979, quando incontra Paolo Limiti e conduce su Telemontecarlo 'Telemenù', programma che contribuisce a renderla una delle figure più riconoscibili della cucina televisiva italiana.
Con trasmissioni come Sale, pepe e fantasia, A pranzo con Wilma e La spesa di Wilma, costruisce un rapporto quotidiano con il pubblico, fatto di ricette, consigli pratici e conversazioni familiari. La cucina diventa così un nuovo linguaggio espressivo, nel quale ritrovare quella naturalezza comunicativa già emersa durante la carriera musicale. A questa esperienza si affiancano anche pubblicazioni dedicate alla gastronomia e la conduzione di Complimenti allo chef.
La sua versatilità trova conferma in ulteriori esperienze televisive. Vince Simpaticissima su Rete 4, insieme a Gerry Scotti, e prende parte a Questi pazzi pazzi Oldies, nel 1982, con Ricky Gianco. Si cimenta anche nella recitazione, partecipando a una trasposizione televisiva dei Promessi sposi e al film Femmine contro maschi di Fausto Brizzi.
Il legame con Paolo Limiti resta particolarmente significativo. Nei suoi programmi, fra cui Ci vediamo in TV e Alle due su Rai 1, Wilma De Angelis ritrova uno spazio nel quale la memoria musicale può dialogare con il presente, attraverso canzoni, testimonianze e racconti di spettacolo. Partecipa inoltre a Stasera pago io con Fiorello e continua a sperimentare, fino a proporre nel 2010 Dimmi di sì, adattamento italiano di Bad Romance di Lady Gaga.
La sua carriera dimostra quanto una personalità artistica possa attraversare linguaggi diversi conservando una propria riconoscibilità. Wilma non rimane confinata alla stagione sanremese: trasforma la notorietà musicale in una presenza televisiva autonoma, conquistando anche chi l’aveva conosciuta attraverso le ricette anziché attraverso i dischi.
Le ultime apparizioni: il piacere di ritrovare le canzoni di una vita
Negli anni più recenti, Wilma De Angelis continua a riaffacciarsi in televisione, accolta con l’affetto riservato agli interpreti che hanno accompagnato la crescita di più generazioni. Nel 2017 celebra sessantacinque anni di carriera, un traguardo che restituisce la misura di un percorso eccezionalmente lungo.
Nel 2024 torna a Domenica In, mentre a I migliori anni ripropone Patatina e Nessuno, riportando in primo piano melodie capaci di attraversare decenni senza perdere la propria forza evocativa. Nel 2025, durante un intervento a La Volta Buona, torna a parlare di Mina in occasione del compleanno della collega, riannodando ancora una volta il filo di quella storia musicale condivisa.
Sono apparizioni che acquistano un significato particolare proprio perché affidate alla memoria e alla voce di chi quelle stagioni le ha vissute in prima persona. Riascoltare Wilma significa ritrovare un mondo fatto di orchestre, palcoscenici, canzoni popolari e grandi interpreti, nel quale la televisione svolgeva una funzione di autentica condivisione culturale.
Tra le pagine più evocative di questo repertorio si colloca anche Vola colomba, il celebre brano legato a Nilla Pizzi e alla vittoria sanremese del 1952. Rievocarlo significa tornare a una stagione nella quale la canzone italiana seppe diventare specchio di sentimenti collettivi, accompagnando il Paese nella ricostruzione materiale e simbolica del dopoguerra.
Il commiato da Wilma De Angelis si carica così di un valore che supera la scomparsa di una cantante. Con lei si chiude un altro capitolo della storia dello spettacolo e del costume italiano, quello di artisti capaci di fare della continuità, della professionalità e del rapporto con il pubblico una ragione duratura di esistenza artistica.
Il saluto a una donna che ha attraversato il tempo
Wilma De Angelis ha saputo abitare epoche differenti senza smarrire la propria misura. Ha conosciuto la ribalta del Festival, la trasformazione della discografia, il successo della televisione generalista e il ritorno nostalgico delle grandi canzoni. A ogni stagione ha offerto la propria presenza, con la discrezione di chi conosce il valore del mestiere e la generosità di chi considera il pubblico parte integrante della propria storia.
La sua vicenda restituisce anche il ritratto di un’Italia nella quale gli artisti entravano nelle case e finivano per diventare presenze familiari. Le loro voci accompagnavano pranzi domenicali, serate davanti alla televisione, ricordi d’amore e momenti di malinconia. La popolarità si trasformava in affetto, e l’affetto in memoria.
Oggi quel patrimonio si arricchisce di una nuova nostalgia. Le canzoni restano, insieme alle immagini e alle parole di una donna che ha saputo reinventarsi senza rinnegare le proprie radici. Resta soprattutto il ricordo di un’eleganza umana che appartiene a una stagione dello spettacolo nella quale il talento trovava compimento anche nella gentilezza.
«Quando vien la sera
Vieni, vieni, vieni
Son qua, son qua, son qua
Solo per te»
Io, personalmente, conservo di Wilma De Angelis, un ricordo bellissimo.
Ci siamo sentiti quando scrissi di lei nella mia raccolta di saggi "Sono solo canzonette?", grazie al caro Pino Caruso, animo gentile che purtroppo ha lasciato questa terra un po' di mesi fa.
Buon viaggio, Wilma. La sera è arrivata anche per te. Le tue canzoni, quelle che ci hanno fatto sorridere e quelle che ci hanno insegnato a ricordare, continueranno a volare sopra il tempo, ricordandoci un'Italia fantastica che, forse, non esiste più. E finché qualcuno avrà voglia di ascoltarle, tu non sarai mai davvero lontana.

