Si è spento a 56 anni Sergio Carrozza, figura simbolo di una dedizione assoluta e di una resistenza eroica di fronte a un destino avverso. Dopo un recente peggioramento, era stato ricoverato presso l'ospedale di Gioia Tauro, dove purtroppo, dopo giorni di sofferenza, si è arreso. Da tempo Sergio stava combattendo la sua personale battaglia contro una grave malattia oncologica: era affetto da un tumore al quarto stadio a pancreas e fegato per cui si era sottoposto a pesanti terapie, interventi e aveva affrontato viaggi della speranza nel Nord Italia. Nel contempo, l’ex infermiere, segnato da un carico pesantissimo, accudiva con amore la moglie, Sabina Radu, immobilizzata a letto dalla SLA.

La storia di Sergio e Sabina è stata un calvario vissuto nell'ombra della malattia, fatto di cure costanti, notti insonni, un legame indissolubile e una lotta incessante per ottenere dalle istituzioni quel sostegno necessario per vivere con dignità. Sergio è stato tutto per Sabina, quelle braccia, quelle gambe e la voce, in un mondo, della disabilità grave, che troppo spesso lascia sole le famiglie. La sua scomparsa ora apre a un interrogativo drammatico e urgente: cosa ne sarà di Sabina? La donna, 41enne, necessita di ventilazione polmonare continua e riesce a comunicare soltanto attraverso un puntatore oculare. La sua fragilità, privata del suo unico e instancabile punto di riferimento, interroga le coscienze e le istituzioni locali, chiamate ad attivarsi immediatamente per garantirle l'assistenza e la protezione di cui ha vitale bisogno.