Dal completamento del terminal arrivi alla sfida dei collegamenti: Vigna, Cannizzaro e Occhiuto illustrano il piano per completare lo scalo di Reggio Calabria. Bergamo diventa giornaliero, mentre per la prossima Summer si lavora a Roma low cost e a un secondo aereo basato. Pontile e ferrovia per aprire definitivamente il Tito Minniti all’Area dello Stretto
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64 milioni già disponibili, la seconda fase dell’aerostazione da completare, una Winter season che perderà alcune destinazioni internazionali ma che, secondo Sacal, porterà comunque più posti e passeggeri. E poi la prospettiva di un nuovo volo low cost per Roma, un secondo aeromobile basato a Reggio dalla prossima estate e un progetto che guarda ormai apertamente oltre lo Stretto, verso Messina, Taormina e le Eolie.
La conferenza stampa sull’Aeroporto dello Stretto, questa mattina a Palazzo Campanella, è servita soprattutto a mettere ordine sul presente e sul futuro del Tito Minniti, anche e soprattutto dopo le notizie che si sono rincorse in questi ultimi giorni circa un disimpegno generalizzato da parte delle compagnie aeree sullo scalo reggino. A farlo sono stati il presidente della Regione Roberto Occhiuto, il sindaco di Reggio Francesco Cannizzaro e il presidente di Sacal Luciano Vigna, partendo dalle infrastrutture per arrivare inevitabilmente al tema che - come detto - nelle ultime settimane ha acceso maggiormente il dibattito: il ridimensionamento delle rotte internazionali nella prossima stagione invernale.
Il punto di partenza sono i 64 milioni di euro destinati allo scalo reggino. Risorse che, ha precisato Occhiuto, sono già coperte e disponibili nell’ambito del Contratto istituzionale di sviluppo e che si aggiungono a quanto già investito per la nuova area partenze. La fetta più consistente, 36 milioni, servirà per completare l’aerostazione passeggeri con la seconda fase dell’intervento e il terminal arrivi. Il resto sarà distribuito su una serie di opere destinate a cambiare anche ciò che sta intorno all’aeroporto: 2,5 milioni per l’adeguamento del distaccamento dei Vigili del fuoco, 3,5 milioni per la demolizione dei ruderi e la riqualificazione dell’area di Ravagnese, altrettanti per le pavimentazioni dell’area di movimento, 5 milioni per la riqualificazione ambientale del versante lato mare, 5 milioni per security e digitalizzazione e quasi 8 milioni per viabilità, accessi, parcheggi e aree di sosta.
«Oggi abbiamo persino problemi di viabilità per la quantità di auto che arrivano a prendere o accompagnare i passeggeri», ha sottolineato Cannizzaro, utilizzando proprio le difficoltà generate dall’aumento del traffico come misura del cambiamento avvenuto negli ultimi anni.
Sul cronoprogramma è stato Vigna a fornire le prime indicazioni. La progettazione della seconda fase è in corso e l’obiettivo di Sacal è arrivare entro la fine dell’anno alla gara integrata per progettazione esecutiva e realizzazione dell’opera. Una nuova corsa contro il tempo dopo il terminal partenze, completato in otto mesi, diventato inevitabilmente il termine di paragone anche per il nuovo intervento. Ma la partita del Tito Minniti non si gioca soltanto sul cemento. E la conferenza è arrivata proprio mentre sull’aeroporto reggino pesa il prossimo addio invernale a diverse destinazioni europee.
Vigna non ha nascosto il dato: nella Winter ci saranno meno rotte e alcune destinazioni internazionali non saranno operate. Barcellona resterà l’unico collegamento internazionale, mentre la programmazione europea dovrebbe tornare ad ampliarsi con la Summer. Sacal rivendica però un altro dato: il ridimensionamento della mappa delle destinazioni non dovrebbe tradursi in una diminuzione dell’offerta complessiva. Le rotazioni settimanali, secondo le stime illustrate dal presidente della società aeroportuale, passeranno da circa 36 della precedente stagione invernale a una media vicina alle 43, con circa 30mila posti in più messi in vendita. A pesare sarà soprattutto Bergamo, che diventerà un collegamento giornaliero e che Sacal considera strategico anche per la possibilità di intercettare il sistema di connessioni low cost che gravita attorno a Orio al Serio.
Una scelta che racconta anche la strategia rivendicata da Occhiuto: consolidare innanzitutto i passeggeri, puntando sulle rotte capaci di raggiungere coefficienti di riempimento elevati e rendere progressivamente il Tito Minniti appetibile alle compagnie indipendentemente dagli incentivi pubblici. «Gli aeroporti non generano offerta turistica, sono i territori a farlo», ha ricordato Vigna. Il passaggio successivo, dunque, sarà trasformare i collegamenti costruiti negli ultimi anni in una domanda stabile, capace di sostenere anche le rotte internazionali oltre i mesi tradizionalmente più forti.
Ed è proprio guardando alla prossima Summer che Occhiuto ha messo sul tavolo le due anticipazioni più significative. La Regione sta lavorando per ottenere dalla primavera un nuovo collegamento Reggio-Roma Fiumicino operato da una compagnia low cost. Ma soprattutto il governatore ha detto di avere «fondate ragioni» per ritenere possibile l’arrivo di un altro aeromobile basato al Tito Minniti, una prospettiva che aprirebbe automaticamente alla possibilità di nuove rotte e ulteriori frequenze.
Sul collegamento con Roma si innesta anche il tema del caro-voli. Alla possibilità di intervenire attraverso meccanismi simili alla continuità territoriale, Occhiuto ha contrapposto una strategia fondata sulla concorrenza: portare una low cost sulle direttrici principali per costringere anche gli altri vettori ad adeguare le tariffe. Più offerta, dunque, per provare ad abbassare i prezzi attraverso il mercato.
La prospettiva più ambiziosa, però, supera ormai i confini della Calabria. Cannizzaro ha confermato che dopo l’incontro con il sindaco di Messina Federico Basile le strutture stanno lavorando alla riattivazione del pontile aeroportuale. L’obiettivo è creare un collegamento diretto attraverso lo Stretto e costruire concretamente quel bacino integrato rimasto per anni soprattutto materia di convegni, annunci e protocolli. Occhiuto è andato ancora oltre, indicando apertamente l’obiettivo di fare del Tito Minniti «l’aeroporto di Taormina» e «l’aeroporto delle Eolie», intercettando una parte dei flussi della Sicilia orientale e offrendo un’alternativa a Catania. Sul tavolo c’è persino l’ipotesi di consentire in futuro il check-in direttamente dalla sponda siciliana.
Alla strada del mare potrebbe aggiungersi - si spera - quella ferrata. Cannizzaro ha rivelato che prima della pausa estiva si è già svolto a Roma un incontro con Ferrovie per ragionare sulla riattivazione della stazione ferroviaria a servizio dell’aeroporto, infrastruttura già esistente e mai realmente entrata nel sistema di mobilità dello scalo. «Se lo facciamo via mare, evidentemente non possiamo non farlo con l’accesso ferrato», ha spiegato il sindaco.
Strada, ferrovia e collegamento marittimo diventano così i tre tasselli di un progetto che prova a cambiare la stessa dimensione del Tito Minniti. Un aeroporto che nel 2021, ha ricordato più volte Occhiuto, appariva destinato a un progressivo declino e che oggi punta alla soglia del milione di passeggeri.
Resta il nodo di una Winter che restringerà sensibilmente la presenza internazionale conquistata negli ultimi due anni. Regione e Sacal rispondono puntando sui numeri complessivi e preparando già la stagione successiva. La vera sfida comincia proprio qui: trasformare la crescita registrata finora in una struttura stabile, capace di reggere anche quando gli incentivi diminuiranno e di allargare definitivamente il proprio bacino oltre Reggio ed oltre la Calabria.

