Terzo megalotto sulla 106, il sindaco di Amendolara: «Mortificante dietrofront su opere compensative»

Il primo cittadino chiama a raccolta i colleghi sindaci dello Jonio per fare chiarezza anche sui posti di lavoro promessi per l'infrastruttura

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di Vincenzo Alvaro
9 ottobre 2020
17:52

«Che fine hanno fatto le opere compensative che spettano ai Comuni attraversati dal Terzo Megalotto della Ss 106?». Il sindaco di Amendolara, Antonello Ciminelli, rivolge l'interrogativo al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell'Ambiente e ai vertici Anas alla luce dell'inspiegabile «dietrofront che mortifica il nostro territorio».

Dopo le diverse interlocuzioni romane, convocati ai tavoli per discutere discutere e decidere sulle opere compensative adesso tutto sembra finito nel dimenticatoio come i duemila posti di lavoro «promessi» per realizzare il terzo megalotto della Ss106. Per questo il sindaco del comune di Amendolara ha lanciato l'appello ai suoi colleghi sindaci dei comuni di Roseto Capo Spulico, Trebisacce, Villapiana, Albidona, Cerchiara di Calabria, Francavilla Marittima, Cassano allo Ionio per organizzare una forma di contestazione. «Oltre al danno la beffa - tuona il sindaco di Amendolara - Ci sventrano il territorio con un'opera costata il doppio del valore effettivo e adesso puntano a rivedere anche le opere compensative». Ciminelli chiede «chiarezza» sull'aspetto della manodopera da impegare aspettando di «conoscere le eventuali modalità» di ingaggio delle maestranze perchè «non si scherza sui bisogni dei cittadini».

Le opere rigettate


Il Comune di Amendolara in un primo momento era stato destinatario di circa 2 milioni e 700 mila euro da impegnare per un nuovo lungomare dal Molo San Francesco alla Torre Spaccata, ma l'idea progettuale è stata rigettata e della nuova suddivisione dei fondi per le opere compensative nei comuni non si è saputo più nulla. Il sindaco Ciminelli invita tutti i colleghi primi cittadini dei comuni che saranno attraversati dal Terzo Megalotto ad incontrarsi per concordare una linea condivisa in merito ad opere che dovrebbero in qualche modo ricompensare il territorio per aver prestato il fianco a 38 km di strada a quattro corsie. Il sindaco di Amendolara ricorda il dietrofront sulle opere compensative: prima lasciate alla discrezione dei comuni (con i lavori che addirittura sarebbero potuti partire dopo la deliberazione del Cipe); mentre adesso - da quanto si apprende - tutte le decisioni sono passate sui tavoli del Ministero dell'Ambiente. «Com'è possibile - lamenta il sindaco di Amendolara - che queste decisioni su opere che andranno ad incidere profondamente sul futuro dei nostri paesi, vengano prese nelle stanze romane senza la presenza dei rappresentanti dei territori».

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