Presidi a Isola Capo Rizzuto e Crotone contro il caro carburante e l’aumento delle spese di gestione. Sulla statale 106, nei pressi dell’aeroporto, camion e trattori occupano parte della carreggiata
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«Questa protesta non è solo per noi, riguarda tutti. Riguarda il carovita, riguarda il futuro: noi autotrasportatori stiamo fallendo per i costi che dobbiamo sostenere, se ci fermiamo noi si ferma il Paese». Lo dicono gli autotrasportatori di Isola Capo Rizzuto e Crotone che stanno protestando da ieri in Calabria con una serie di presidi sulle principali strade della regione.
A Isola Capo Rizzuto, nei pressi dell'aeroporto, i manifestanti hanno istituito un presidio posizionando camion e trattori lungo la statale 106 e lasciando libera una sola corsia per il transito delle automobili. Il traffico è rallentato ma scorrevole.
«Stiamo facendo la fame tutti – dicono –. Le banche ci chiudono le porte, le società di leasing stanno venendo a prendere i trattori ed i camion. Siamo finiti». «Fino ad un anno fa – spiega il titolare di un'impresa – per un pieno di gasolio per un viaggio di andata e ritorno verso Milano si spendevano in genere tra 1.300 e 1.500 euro, con un margine pulito di circa 300 euro settimanali a fronte delle spese per assicurazione, gomme e autostrada su un veicolo dal valore di 200.000 euro. Oggi, il caro gasolio ha annientato questi margini. Per la stessa tratta il costo del pieno è schizzato a ben 2.600 euro. A questa spesa si aggiungono i rincari stratosferici dei pedaggi autostradali, saliti a 350-400 euro, i maggiori oneri contributivi per l'autista e l'aumento vertiginoso dei prezzi di gomme e pezzi di ricambio per i veicoli. Oggi, pregando di non subire imprevisti o multe, l'incasso settimanale per un mezzo da 200.000 euro si è ridotto a una miseria di 100 o 150 euro».
Un ulteriore nodo cruciale della mobilitazione riguarda il meccanismo delle accise: «Vero, beneficiamo in teoria del rimborso delle accise che si aggira intorno ai 19 o 20 centesimi per litro, ma servono tempi biblici per ottenerlo sotto forma di sgravio fiscale. Siamo noi a anticipare i capitali». Per questo motivo, la categoria richiede l'abolizione totale delle accise o l'istituzione di un prezzo calmierato destinato all'autotrasporto.

