Aumentano carburanti, energia elettrica e costi al consumo. Forte impatto sulla spesa di famiglie e imprese
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Su famiglie ed imprese la guerra del Golfo produce già i suoi effetti economici negativi. Lo stop ai commerci marittimi ha causato gli aumenti dei listini di petrolio e gas, rincari destinati a ripercuotersi e a colpire tutte le filiere commerciali. Il primo impatto è stato sui carburanti: oggi il greggio costa il 10% in più. Aumenti record per il gas con contratti arrivati a 46,15 euro per megawattora al Dutch Ttf Natural Gas Futures dell’Ice, il 45% in più rispetto a venerdì.
Ha pesato la decisione di QatarEnergy di interrompere la produzione di gas naturale liquefatto dopo che droni iraniani hanno colpito gli impianti nelle città industriali di Ras Laffan e Mesaieed. Doha è il secondo fornitore mondiale di GNL.
Gli effetti della guerra si vedono a grande distanza.
Nei distributori italiani il gasolio è tornato ai massimi dal febbraio 2025: il diesel self service si attesta su una media di 1,736 euro/litro, mentre per il servito si sfiorano gli 1,865 euro/litro. La benzina self service è arrivata a 1,673 euro/litro, mentre per il servito la vendita media è pari a 1,813 euro/litro.
Le famiglie pagheranno un conto elevato in termini di spesa quotidiana: il ricarico dei costi di produzione, trasporto e distribuzione sui generi di prima necessità e sugli acquisti giornalieri è stimato tra lo 0,3% e lo 0,5% dei prezzi al consumo. Pane, carne, latte, caffè, zucchero, cacao, cereali sono i prodotti a maggior rischio di aumenti.
Sul fronte delle imprese il balzo in avanti di petrolio e gas avrà riflessi immediati sulla produzione e sul trasporto delle merci.
Colpita duramente la catena degli approvvigionamenti di materie prime manifatturiere ed industriali.
Scontrini della spesa e bollette più pesanti fin da subito, dunque, per famiglie ed imprese, che dovranno confrontarsi con i costi e con le pesanti incertezze legate alla durata del conflitto. Un blocco prolungato dei traffici commerciali causerà scarsità di merci e ulteriori aumenti di prezzi.


