Danilo Lizzi annuncia il sostegno dell'associazione alla protesta e richiama l'attenzione sulle difficoltà di chi deve spostarsi per visite, dialisi e cure: «La salute è un diritto e deve essere garantito anche a chi vive lontano dai luoghi di cura»
Tutti gli articoli di Economia e lavoro
PHOTO
Il caro carburanti non pesa soltanto sulle imprese, sugli agricoltori e sugli autotrasportatori. A subirne le conseguenze sono anche i malati, le persone fragili e le famiglie costrette a sostenere spese continue per raggiungere ospedali e strutture sanitarie. È su questo aspetto che interviene Danilo Lizzi, dell'associazione Uniti per Te, annunciando il sostegno ai manifestanti impegnati nella protesta contro l'aumento dei prezzi.
«Come Uniti per Te ci teniamo a essere presenti e a dare il nostro supporto a chi, da giorni, sta portando avanti la protesta contro il caro carburante. Vogliamo essere accanto a chi manifesta, offrendo la nostra presenza e il nostro aiuto qualora ce ne fosse bisogno».
L'associazione richiama però l'attenzione su una categoria che rischia di rimanere ai margini del dibattito. «Vogliamo anche portare all’attenzione un aspetto che troppo spesso rimane in secondo piano: quanto pesa tutto questo sulle persone fragili, sui malati e sulle loro famiglie».
Il problema riguarda soprattutto chi è costretto a spostarsi dal proprio comune per ricevere prestazioni sanitarie non disponibili sul territorio. Viaggi che, in alcuni casi, devono essere effettuati in ambulanza, con costi che possono aumentare insieme al prezzo del carburante.
«Ci sono persone costrette a raggiungere altre città per visite, controlli e cure non disponibili nel proprio paese. Molte di loro, per le proprie condizioni di salute, devono affrontare questi spostamenti in ambulanza. E quando aumenta il prezzo del carburante, aumentano anche i costi del trasporto sanitario, con un peso ulteriore per chi ha bisogno di assistenza e per la sua famiglia».
Una situazione particolarmente delicata riguarda i pazienti dializzati, che devono raggiungere le strutture ospedaliere più volte alla settimana.
«Ci sono poi pazienti dializzati che devono recarsi in ospedale più volte alla settimana, ogni settimana. Per loro, quei chilometri sono una necessità da cui dipende la propria salute».
Lizzi sottolinea anche le conseguenze economiche per anziani, pensionati e nuclei familiari già alle prese con difficoltà quotidiane. «Ogni aumento del carburante diventa una spesa in più per famiglie già in difficoltà, per anziani e per persone che vivono di pensione e devono affrontare costi continui per potersi curare».
Da qui la decisione di affiancare i manifestanti, portando nella protesta anche le esigenze di chi deve affrontare viaggi frequenti per motivi di salute.
«Per questo saremo presenti come associazione: per sostenere chi protesta e per dare voce anche a chi affronta queste difficoltà ogni giorno, spesso nel silenzio».
L'associazione chiede che il tema dell'accesso alle cure trovi spazio accanto alle rivendicazioni delle categorie produttive. «Accanto agli autotrasportatori, ai lavoratori e a tutte le famiglie colpite dal caro carburante, ci sono anche persone per cui spostarsi significa potersi curare. Anche la loro voce deve essere ascoltata».
Infine, il richiamo al diritto alla salute: «La salute è un diritto. E quel diritto deve essere concreto, accessibile e garantito anche a chi vive lontano dai luoghi di cura».

