La dichiarazione dei redditi permette di recuperare il 19% di diverse spese scolastiche, mentre nuove agevolazioni riguardano paritarie e libri di testo
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Tra l'impatto dei rincari sul materiale didattico e le novità introdotte dalla normativa fiscale, il quadro delle agevolazioni offre diverse opzioni di sostegno, dalle detrazioni d'imposta ai contributi diretti gestiti su piattaforme nazionali e locali.
Le spese scolastiche costano alle famiglie oltre 1 miliardo di euro.
Modello 730: la detrazione per la frequenza delle scuole sale a 1.000 euro
La principale misura di recupero fiscale per le famiglie passa attraverso la dichiarazione dei redditi, che consente di detrarre il 19% delle spese di frequenza sostenute nel percorso dei figli dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. Per l'anno corrente, la soglia massima detraibile per ciascun alunno è stata elevata a 1.000 euro, con un incremento di 200 euro rispetto al limite previsto fino allo scorso anno.
Quali spese si possono detrarre
Le famiglie possono mettere in detrazione le tasse d’iscrizione e i contributi scolastici, le rette della mensa e i servizi integrativi come pre-scuola e post-scuola. Sono detraibili le spese per lo scuolabus, le gite scolastiche, le uscite didattiche e i viaggi di istruzione. E i corsi di lingua, musica o laboratori deliberati dal consiglio d’istituto.
Non si possono detrarre le spese per i libri di testo, i vocabolari e i prodotti di cancelleria (quaderni, diari, astucci e zaini).
Regole di compilazione e scadenze fiscali
Le spese scolastiche vanno indicate nel Rigo E8/E10 con il codice 12 (mentre per le spese universitarie si utilizza il codice 13). La scadenza per l'invio ordinario del Modello 730 è fissata al 30 settembre 2026.
Qualora si renda necessario correggere o integrare una dichiarazione già inviata (essendo scaduto il termine del 22 giugno 2026 per l'annullamento del precompilato), occorre presentare il 730 integrativo tramite CAF o professionista abilitato entro il 26 ottobre 2026.
Bonus per scuole paritarie e sussidi per i libri di testo
Tra le misure introdotte dalla legge di Bilancio 2026 rientra il contributo per la frequenza delle scuole paritarie, destinato ai nuclei con Isee fino a 30.000 euro. L'importo del bonus può raggiungere un massimo di 1.500 euro in presenza di un Isee non superiore a 10.000 euro. Le domande vanno inviate entro il 21 settembre tramite la piattaforma ministeriale Unica e riguardano gli studenti che nell'anno scolastico 2025/2026 hanno frequentato la scuola secondaria di primo grado (medie) o i primi due anni della secondaria di secondo grado (superiori) paritarie. L'ottenimento di questo voucher nazionale non preclude la fruizione di eventuali contributi regionali.
Per quanto riguarda i libri di testo, a livello comunale, le agevolazioni tradizionali sono generalmente riconosciute alle famiglie con Isee fino a 15.493,71 euro. I singoli Comuni hanno la facoltà di alzare tale soglia.
La legge di Bilancio 2026 ha previsto una nuova misura gestita a livello regionale e comunale per Isee fino a 30.000 euro, per la quale occorre consultare i bandi territoriali di riferimento.
L'impatto dei rincari e le stime di spesa
Le misure di sostegno si inseriscono in un contesto di aumenti generalizzati dei prezzi dei prodotti scolastici. Secondo i dati dell'Osservatorio Federconsumatori, i prezzi dei libri di testo sono aumentati mediamente del 2,3% rispetto all'anno precedente. Per quaderni, diari, astucci e zaini le rilevazioni evidenziano costi differenti a seconda del luogo e delle modalità di acquisto. Nei supermercati e negli ipermercati i prezzi scendono dell'1,1%, Nelle cartolibrerie si registra un rincaro del 2,3%, maggiorato fino al 5,6% per gli acquisti online.
La spesa stimata per la prima media è di 561 euro per i libri e 673 euro per il corredo scolastico, per un totale di 1.235 euro. In prima superiore la spesa sale a circa 805 euro per i libri più il corredo, superando i 1.478 euro complessivi. L'acquisto di pc, webcam e software di base comporta un costo aggiuntivo superiore a 421 euro.
Secondo i dati dell'Osservatorio Eures-Adoc, la spesa complessiva delle famiglie italiane per il rientro a scuola sfiora il miliardo di euro per i libri (800 milioni per i testi nuovi e 200 milioni per l'usato), a cui si aggiungono almeno 200 milioni per dizionari, materiale tecnico e cancelleria. La presidente nazionale di Adoc, Anna Rea, ha dichiarato che la formazione sta perdendo il suo carattere universale per trasformarsi in una "tassa insostenibile" e in una "corsa a ostacoli economica" per le famiglie. Tra le proposte avanzate da Adoc al governo figura l'estensione della detrazione fiscale del 19% anche ai libri di testo, con un costo stimato per lo Stato tra i 70 e i 140 milioni di euro.

