Ceniamo fuori rimanendo a casa. La solidarietà ai ristoratori passa dai social

A Castrovillari alcuni cittadini hanno lanciato una iniziativa che invita ad utilizzare i servizi delivery ed asporto

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di Vincenzo Alvaro
27 ottobre 2020
22:56
La campagna social lanciata da un gruppo di cittadini
La campagna social lanciata da un gruppo di cittadini

«Ceniamo fuori rimanendo a casa». È la campagna social partita da alcuni cittadini che aderiscono al gruppo "Castrovillari, la grande bellezza" e che ha dato appuntamento sulla rete all'acquisto solidale presso gli esercenti del settore bar e ristorazione per la giornata di domani. Un modo per sostenere un comparto duramente segnato dagli ultimi provvedimenti del governo e verso il quale i cittadini stanno mostrando più attenzione e vicinanza. Così dalle pagine social di alcuni cittadini è partito lo slogan che invita a consumare «un panino, una pizza, un gelato, qualunque cosa, da asporto, per dare una mano a chi ha sempre investito e creduto nella nostra città».

L'appuntamento è per domani sera, in coincidenza con la chiusura delle attività alle ore 18.00 ma è ovvio che potrà essere replicato ed esteso a questo mese di semi lockdown. L'invito degli ideatori della proposta è semplice «dare realmente una mano» ad un settore già in crisi. «Sappiamo - è scritto nell'invito lanciato sui social - che dietro la filiera che riguarda la ristorazione ci sono tante famiglie che da oggi si troveranno in una situazione difficile, e così sarà per almeno un mese, sperando che vada tutto bene».

Esercenti in piazza per manifestare

I ristoratori, baristi, pasticceri, proprietari dei pub cittadini si stanno organizzando - molto probabilmente proprio per domani, mercoledì - per mettere in atto un simbolico sit-in davanti la sede del palazzo di città, ritrovandosi per qualche minuto seduti, nel pieno rispetto del distanziamento sociale e muniti di mascherina, utilizzando gli sgabelli e le sedie dei loro locali in segno dimostrativo per richiamare l'attenzione sulle misure ritenute ingiuste per un settore che da questa estate aveva iniziato a risalire la china di una chiusura obbligata duranti i mesi del lockdown.


Preoccupati per il futuro 

«Non si poteva fare Dpcm più sbagliato - hanno commentato alcuni esercenti - visto che noi la maggiora parte del lavoro la svolgiamo di sera. Quindi chiudendoci alle 18 ci hanno bloccati definitivamente». La situazione di «grande terrore» per la curva esponenziale dei contagi che sta toccando anche il Pollino ha messo in atto un meccanismo per il quale «la gente non esce nemmeno di giorno» - spiegano alcuni baristi della città - «quindi non abbiamo grandi riscontri. La verità è che siamo completamente bloccati».

La preoccupazione, poi cresce, se si pensa agli aiuti promessi dal Governo visto che «l'ultimo volta è stato un disastro. I nostri dipendenti - aggiungono alcuni di loro  - ancora non hanno ricevuto la cassa integrazione». La richiesta del mondo ristorativo castrovilarese e che il governo regionale «possa prendersi responsabilità e fare scelte diverse visto che in Calabria non siamo messi poi cosi male (a livello di contagi, ndr) come in altre regioni».

Si sentono frustrati, penalizzati, con una prospettiva di futuro piena di incognite e paure. «Siamo stati penalizzati e non credo che questa sia la soluzione giusta per contenere il virus e soprattutto per la nostra economia». «Cerchiamo di andare avanti - aggiunge un pasticcere - ma sono molto preoccupato per la mia attività, per i miei dipendenti, per tutto il settore. Abbiamo fatto tanti investimenti, sacrifici, abbiamo speso tempo in formazione e misure di prevenzione ed ora non abbiamo aspettative».

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