Colazione e gelato, aperitivi e after hours. Sei miliardi di scontrini e 23,8 miliardi di guadagni nel 2025. Crescono gli introiti dei bar trascinati da consumi che ormai vanno ben oltre il rito quotidiano del caffè. Lo scontrino medio è pari a 4,20 euro. Lo dice l’ultimo report Fipe-Confcommercio su dati Tradelab.

I bar presenti sul territorio nazionale sono 152mila: tre comuni italiani su quattro ne hanno almeno uno, un'attività aperta in media 14 ore al giorno e spesso sette giorni su sette. Il bar è uno dei servizi di maggiore prossimità sul territorio e una pausa irrinunciabile durante la giornata per la maggior parte degli italiani, come testimonia la distribuzione delle visite: il 44 % è legato alla colazione, il 29% alle pause lavorative, il 14% all'aperitivo e all’apericena, il 6% al pranzo, il 3% alla cena e il 4% all’intrattenimento dopocena.

Il comparto impiega 367.900 addetti, di cui 284.606 dipendenti, con una forte presenza femminile (58,9%) e giovanile (41,3% under 30) e una quota significativa di lavoratori stranieri (20,8%). Oltre la metà dei dipendenti (57,5%) è assunta a tempo indeterminato. Guadagni in crescita e addetti in aumento, anche se nel 2025 sono stati chiusi oltre 2.800 locali ed oggi i bar sono 21mila in meno rispetto a quelli aperti nel 2014. Rappresentano un modello imprenditoriale fortemente locale ed autonomo. Su oltre 152 mila esercizi, 148.830 sono infatti attività indipendenti, mentre solo 3.820 appartengono a catene.

Questa tipologia di esercizio commerciale è tra le più ricercate tra i giovani imprenditori del settore ristorazione. Portare avanti un progetto di questo tipo non è facile. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni dall’avvio è pari al 53%, per colpa degli alti costi di gestione uniti alla continuità di apprezzamento da parte del pubblico, due voci che evidenziano una selezione commerciale sempre più marcata. A questo si aggiunge l’aumento degli ordini online nel foodservice, il cui fatturato è più che triplicato, anche in Italia, negli ultimi 5 anni.