La lente dell’Anac sui contratti assegnati senza gara: sono il 95%. Più progetti in Italia nel 2025, ma aumenta il fenomeno della distrazione dei fondi Ue mentre la corruzione diventa «pervasiva»
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Consulenze e appalti negli enti pubblici, è boom di affidamenti diretti per servizi e forniture. Si è passati dai 1.549 del 2021 ai 13.879 del 2025. Queste tipologie di contratti oggi rappresentano il 95% delle acquisizioni totali con un «significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro». L’affidamento diretto negli enti è uno dei temi oggetto della Relazione annuale al Parlamento dell’attività svolta dall’Autorità nazionale anticorruzione nel 2025. Il documento è stato illustrato alla Camera dei deputati, presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal presidente dell’Anac, Giuseppe Busìa.
Il peso degli appalti negli enti pubblici
Nel 2025, ha detto il presidente dell’Anac, il valore complessivo degli appalti pubblici in Italia è stato di 309,7 miliardi di euro, di cui circa 20,8 miliardi dovuti ad appalti effettuati e finanziati con le risorse del Pnrr. Il numero complessivo degli appalti è, invece, pari a 287.421, in aumento rispetto al 2024 sia per numero di procedure, con +7,6%, che per il loro importo totale, con un incremento del +13,9%.
Crescono forniture e servizi
I settori in forte crescita in termini di importo sono il settore delle forniture e quello dei servizi, rispettivamente con il 25,2% in più e il 15,9% in più rispetto al 2024. In flessione il settore dei lavori che segna -10,6%. Le tipologie di forniture maggiormente acquistate nel 2025 sono quelle relative ai prodotti farmaceutici, la cui spesa aumenta rispetto al precedente anno del 65,4% e quelle relative alle apparecchiature mediche, che fanno registrare un incremento di spesa del 10,1% rispetto al 2024. Per i servizi, quest'anno la spesa maggiore ha riguardato i servizi di assistenza sociale, anche se con un calo del 20,7% rispetto all’anno precedente. Complessivamente le forniture sono state 100.156 per un valore di 145.392.325.889 euro, i servizi sono stati 123.054 per un valore di 110.036.066.981 euro, e i lavori sono stati 64.21, per un valore di 54.304.180.194 euro.
La distribuzione territoriale degli affidamenti
La regione con il maggior numero di procedure di affidamento è il Lazio con 35.902, seguita dalla Lombardia con 35.887 e dal Veneto con 21.747 Per volume di spesa complessiva il primato spetta al Lazio (78,8 miliardi), seguito dalla Lombardia (43,9 miliardi) e dalla Toscana (23,6 miliardi).
Più fondi Ue, più tentativi di truffa
Cresce il fenomeno della distrazione dei fondi dell’Unione europea: nel 2025 i casi sono aumentati del 35% rispetto all’anno precedente. Busìa ha poi evidenziato la presenza di «vuoti di tutela lasciati dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio ed il parallelo ridimensionamento del traffico di influenze illecite». Non si può lasciare campo libero laddove «si annidano sprechi, opportunismi, frazionamenti artificiosi, talvolta perfino infiltrazioni criminali».«Auspichiamo - ha detto il presidente dell’Anac - che il recepimento della Direttiva europea anticorruzione sia l’occasione per ripensare almeno alcune delle scelte normative effettuate».
La corruzione e le pressioni della criminalità
Dove ci sono soldi cresce l’interesse delle organizzazioni criminali con il rischio di infiltrazioni. Gli enti locali risultano così più esposti alle manovre illecite alimentate dalla corsa ad accaparrarsi il contratto o l’appalto più remunerativo. Vale per le pressioni esercitate dall’esterno come pure per i riflessi interni alle macchine amministrative. «Avevamo prontamente segnalato i vuoti di tutela - dice Busìa - che avrebbero lasciato l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio e il parallelo ridimensionamento del traffico di influenze illecite. Per compensare l’arretramento del diritto penale, si sarebbero dovute rafforzare almeno le garanzie amministrative. Purtroppo, è avvenuto il contrario».
E i fenomeni corruttivi trovano strade sempre nuove «e pervasive» per manifestarsi. «Non più soltanto le tradizionali tangenti - spiega il presidente dell’Anac - ma una costellazione di condotte subdole: dalle consulenze fittizie alle sponsorizzazioni opache, dai concorsi inquinati alla distrazione dei fondi dell’Unione europea».
Più spazio alle stazioni uniche appaltanti
Sempre in tema di Direttive europee, in materia di contratti pubblici Busìa ha affermato che «urge incentivare gli acquisti di prodotti europei». Per il futuro, ha detto il presidente dell’Anac, «bisognerà operare in modo da potenziare la forza negoziale dell’Unione, con acquisti aggregati a livello europeo, a partire da quelli energetici, quanto mai essenziali in questo difficile frangente internazionale».

