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Cosenza è la città italiana in cui i prezzi di cibo e bevande sono saliti di più: +16% in un anno

A settembre le famiglie cosentine hanno speso oltre mille euro in più rispetto allo stesso mese del 2021. La media nazionale è invece di 660 euro (+ 11,7%)

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di Redazione
22 ottobre 2022
21:44

Cosenza è la città d'Italia dove i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche sono saliti di più da settembre 2021 a settembre 2022 (+16%), Bergamo è quella dove sono saliti meno (+8,7%). Sono i risultati di uno studio dell'Unione Nazionale Consumatori sugli ultimi dati Istat di settembre.

I prodotti alimentari e le bevande analcoliche in Italia sono saliti dell'11,7% rispetto a settembre 2021, una stangata in media di 660 euro in più su base annua. Ma in molte città è andata molto peggio. A guidare la classifica è Cosenza, che aveva già vinto a luglio e agosto questa non gratificante classifica. Per cibo e bevande segna un ulteriore balzo annuo, +16%, pari a +1034 euro in termini di aumento del costo della vita per una famiglia media.


Al secondo posto Ascoli Piceno, con un incremento dei prezzi del 14,2% e un aggravio annuo pari a 773 euro. Al terzo Viterbo, dove mangiare e bere costa il +14,1% in più, 785 euro. Al quarto posto Imperia, Padova e Terni (tutte a +13,8%), poi Gorizia e Ravenna (+13,6% entrambe), e Udine (+13,5%). Chiudono la top ten Macerata, Pistoia e Verona, tutte e 3 con un'inflazione del 13,4%. Sull'altro versante, la città più risparmiosa per mangiare e bere è Bergamo, dove i prezzi crescono "solo" dell'8,7%, pari a 498 euro. Medaglia d'argento per Como (+9,1%, +521 euro) e sul gradino più basso del podio Parma (+9,2%, +492 euro). Al 6° posto Milano, +9,5% e un aggravio a famiglia pari a 517 euro.

Per fornitura acqua e servizi vari connessi all'abitazione, se in Italia l'inflazione tendenziale di settembre è bassa, +1,8%, a Catania è più di 9 volte tanto, +16,4%. Al 2° posto Bolzano con +12,4%, quasi 7 volte tanto la media nazionale, al 3° Verona con +9,7%. La più virtuosa Reggio Emilia (-4,5%), al 2° posto Perugia (-3,6%), al 3° Caltanissetta (-3,3%).

Per quanto riguarda la scuola dell'infanzia ed istruzione primaria, si profila una vera stangata per le famiglie di Ancona, dove rispetto allo scorso anno questi servizi costano il 12,1% in più. Al 2° posto Como con +12%. Medaglia di bronzo per Bergamo (+9,5%).

Per i servizi di ristorazione, a fronte di un'inflazione annua pari, per l'Italia, a +5,9%, a Cosenza i ristoranti rincarano rispetto a settembre 2021 del 9,9%. Al secondo posto Palermo, con +9,4% e al terzo Verona, +9,2%. Alberghi e strutture ricettive a settembre costano in Italia il 16% in più rispetto allo scorso anno. Nonostante l'aumento sia già consistente, fa ben peggio Trapani, che guida la classifica con uno spropositato +45,5% su settembre 2021, quasi 3 volte tanto. Al 2/o posto Milano, con un incremento annuo del 43,8%. Medaglia di bronzo a Venezia con +34,2%.

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