Storie di Formazione, Tradizione e Innovazione per affrontare le sfide del futuro. Questa la traccia scelta, declinata in particolare sulle Giovani competenze, per raccontare il territorio in occasione della giornata nazionale del Made In Italy ospitata dalla Camera di Commercio di Reggio Calabria e organizzata dal ministero delle Imprese e del Made in Italy con la Casa del Made in Italy di Reggio Calabria.

Esperienze consolidate e altre appena avviate e sperimentali al centro di un confronto in cui ad alternarsi sono state le voci di imprese e aziende del territorio già affermate anche a livello internazionale e quelle di professionisti anche giovani impegnati in Spin-Off accademici e Start-Up innovative. Dunque coinvolti, unitamente al tessuto produttivo locale di eccellenza, anche l’università Mediterranea e il liceo del Made in Italy afferente al Mazzini di Locri.

“Dalla realtà locale ai mercati mondiali: L’adattamento delle aziende del territorio alle sfide competitive del mercato e la crescita di capitale umano qualificato”, “L’approccio delle attività laboratoriali e dei progetti dei Licei del Made in Italy per la valorizzazione dei prodotti e dei territori locali: Gli studenti al centro di percorsi capaci di intrecciare radici e futuro”. “Trasformare le idee innovative in realtà imprenditoriali di successo per la crescita e lo sviluppo del territorio: Gli Spin-Off accademici e le Start-Up innovative: ecco i tre momenti che hanno scandito la mattinata nel salone della Camera di Commercio di Reggio Calabria per celebrare, nel segno del genio universale di Leonardo e nel 574° anniversario della sua nascita, la Giornata nazionale dedicata al made in Italy, istituita nel 2023.

Camera di commercio Reggio Calabria giornata Made in Italy 2026

Ad aprire i lavori Alessandro Laganà, consigliere di giunta della Camera di Commercio reggina, e Giuseppe Benedetto, responsabile dell’ispettorato territoriale Casa del made in Italy per la Calabria e per la Sicilia.

«Siamo molto orgogliosi di ospitare questo evento. Oggi raccontiamo un territorio ricco di eccellenze da conoscere, da valorizzare, puntando a maturare la capacità di poter parlare al mondo delle nostre imprese», ha sottolineato Alessandro Laganà, consigliere di giunta della Camera di Commercio reggina.

«Questo è uno degli ottocento eventi per celebrare in questo 2026 il Made in Italy. Un numero che lascia attendere quanto il made in Italy non sia solamente il prodotto finito ma anche la competenza, la tradizione e il suo rapporto con la tradizione in un’ottica intergenerazionale. È necessario mantenere un'identità ma al tempo stesso rinnovarla per renderla competitiva sul mercato», ha evidenziato Giuseppe Benedetto responsabile dell’ispettorato territoriale Casa del made in Italy per la Calabria e per la Sicilia.

Scuola e università

Tra le esperienze al centro della giornata quella del liceo del Made in Italy afferente al Mazzini di Locri e dell’università Mediterranea che ha illustrato due Spin-Off, Hwa S.r.l. e Big S.r.l., e due start-up, Wine Fresh e Isaisei.

«La Locride è un territorio ricco di tradizioni e ricco di cultura e quindi siamo alla riscoperta di un territorio in cui strategico anche in chiave Made in Italy è coniugare lo studio di autori e come Perri, La Cava, Strati con la scoperta di sapori, profumi ed essenze tipiche delle nostre zone, come ad esempio il bergamotto. Dunque, i ragazzi sono parte attiva in questo percorso che li conduce all’acquisizione di competenze trasversali utile per una proiezione in un futuro internazionale», ha spiegato Rosalba Antonella Zurzolo dirigente scolastico dei licei Mazzini di Locri.

«Le eccellenze che illustriamo, esprimono una grande progettualità, una grande capacità di mettere a valore i risultati della ricerca. Il trasferimento tecnologico dalla ricerca al mercato e agli ecosistemi produttivi, dunque alla società civile, è un passaggio molto importante e di difficilissima attuazione. L'università fa un mestiere e le aziende ne fanno un altro e la loro convergenza è fatto importante ma complesso. Oggi raccontiamo di 2 spin-off accademici, attivi nel campo della sensoristica dei sistemi informatici e nel campo della digitalizzazione del settore costruzioni, e di due start-up nell’ambito di un’innovativa conservazione del vino e di habitat lunari e habitat spaziali», Massimo Lauria, prorettore con delega alla Ricerca e al Trasferimento tecnologico nell'università Mediterranea.

«Ci occupiamo di digitalizzazione dei processi nell'ambito del settore delle costruzioni. Operiamo sostanzialmente in ambito nazionale, anche se ci stiamo aprendo a mercati anche internazionali. In questo nuovo anno ci siamo spinti in settori industriali diversi, come quello navale e ferroviario dove stiamo trasferendo la nostra capacità di gestire la complessità dei processi sia di progettazione che di realizzazione attraverso le tecnologie digitali. Contribuiamo all’efficientamento e all’ottimizzazione delle risorse, alla sicurezza e alla sostenibilità ambientale», ha evidenziato Maria Azzalin, tra i soci fondatori e presidente di Big S.r.l.,spin-Off dell’università Mediterranea di Reggio.

Esperienze di eccellenza

«Quasi il 50% del fatturato viene dall’esportazione sia in Europa che in Asia e Stati Uniti. La nostra è una visione di internazionalizzare. La nostra esperienza dimostra che anche a Reggio Calabria si riesce a fare impresa ad alto livello con prodotti altamente qualitativi, investendo su creatività e visione stilistica e puntando all’eccellenza», ha sottolineato Daniele Morabito sono titolare delle aziende Karpeta (tappeti) & Texturae (carte da parati).

Homemade reggino

Un’occasione anche per rilanciare la programmazione sul punto dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria. 

«Con il Patto per il Commercio e Sviluppo economico della città – ha spiegato l’assessore comunale alle Attività produttive, Alex Tripodi - puntiamo sul Made in Italy locale, ossia all’homemade reggino, su un registro delle aziende a chilometro zero e sulla valorizzazione del registro già esistente delle Denominazioni comunali di origine protetta. Occorre rivedere un modello di sviluppo e operare affinchè l'agricoltura, il turismo, la cultura siano contesti in cui innovazione e tradizione si incontrino e convivano passando dalla riscoperta degli antichi mestieri, degli antichi sapori per arrivare alla nuove modalità anche di fare commercio. Occorre, anche e soprattutto, ridare vitalità ai centri di scambio e di confronto con un occhio attento ai mercati a kilometro zero e al mercato contadino e alla rigenerazione di zone in difficoltà. Con il nuovo piano dei mercati, per esempio, il comune Reggio Calabria ha inserito anche piazza Sant’Agostino e il quartiere di Arghillà».

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