Nel 2024 nelle casse dell’Erario sono finiti 16 miliardi di euro. L’attività di riscossione è aumentata del 7,9% rispetto al 2023. Risultato ottenuto con gli introiti fiscali provenienti dai canali ordinari, pari a 10,57 miliardi, in crescita del 39%. Il recupero delle tasse non pagate attraverso la rottamazione delle cartelle esattoriali ha consentito di raccogliere altri 5,43 miliardi. La definizione agevolata è risultata in calo del 24,8% rispetto al 2023.

Lo dice la relazione della Sezione controllo Enti della Corte dei conti sulla gestione 2024 dell’Agenzia delle entrate - Riscossione.

Per la magistratura contabile «l'obiettivo programmatico è stato ampiamente superato, con un +29,1% rispetto a quello iniziale di convenzione (12,4 miliardi di euro) e un +14,4% rispetto all'obiettivo di assestamento (13,4 miliardi)».

«Nonostante i risultati positivi di cassa - dice la Corte - resta la criticità strutturale del carico residuo dei ruoli affidati dal 2000, pari a 1.274 miliardi, di cui il 40% (511,5 miliardi) di difficile o impossibile recupero, in quanto legato a procedure concorsuali, debitori deceduti o nullatenenti, e solo 102 miliardi effettivamente esigibili mediante azioni di riscossione efficaci».

La Corte considera positive le novità introdotte dal d.lgs. n.110/2024, che ha previsto il discarico automatico quinquennale e anticipato, istituendo una Commissione ad hoc per il magazzino pregresso, al fine di favorire una soluzione strutturale del problema.

Il contributo statale diretto «che connota dal 2022 il sistema di finanziamento, è pari, nel 2024, a 948,68 milioni di euro. Pur diminuendo del 3% rispetto al 2023, ha risolto le pregresse criticità di liquidità, determinando l’assenza di anticipazioni di cassa, con un risparmio significativo di oneri per interessi bancari».

Le disponibilità liquide aumentano a 670,6 milioni (+28,9%), anche grazie alle migliori condizioni del nuovo contratto di tesoreria, con interessi attivi in crescita da 13,3 a 40,2 milioni.

L'esercizio chiude, dunque, con un utile di 13,22 milioni (-43,7%), interamente destinato al bilancio statale per misure di contenimento della spesa pubblica. Il patrimonio netto risulta pari a 370,5 milioni.

«La Corte dei conti valuta positivamente - si legge nella relazione - il consolidamento dell'equilibrio finanziario, legato al nuovo sistema di remunerazione, il rafforzamento della governance, la crescita dell'efficacia operativa (riscossione ordinaria e rateizzazioni) e l'avanzata digitalizzazione dei servizi. Le sfide ancora aperte - conclude la relazione della Corte dei conti - riguardano la riduzione del magazzino storico, il controllo dei costi ICT esternalizzati, il contenimento del contenzioso e la valutazione continua dei rischi cyber, con relative misure di sicurezza informatica e di resilienza dei sistemi digitali».