Frullato di fichi d’India, ultima frontiera delle eccellenze calabresi

La bevanda aromatizzata anche con erbe rare esalta i frutti più iconici di Calabria e Sicilia. Laratta (Ismea): «Il settore agroalimentare è una grande opportunità per i giovani»  

di Redazione
3 settembre 2020
14:40

Ovunque la Calabria è seduta sul suo tesoro più grande: l’agricoltura. L’intero comparto agroalimentare è fonte di sviluppo, occupazione e innovazione. La Calabria anche in tempi di pandemia rimane fra le regioni italiane più avanti per la qualità della produzione agroalimentare e per l’esportazione in Italia e all’estero. Siamo leader per l’olio, il vino, i formaggi, i salumi, gli agrumi, gli ortaggi. Ora si affaccia anche la produzione dello Zafferano, con importanti potenzialità da sviluppare per l’immediato futuro. Ma non basta. Ora si punta anche ad un frutto estivo per eccellenza: i fichi d’India. E ad un succo che potrebbe dare molte soddisfazioni.

 

I fichi d’India sono frutti straordinari, gustosissimi, dai colori sgargianti come arancione, magenta, verde, bianco, giallo, rosso, sono molto presenti nel paesaggio bruciato dal sole di Calabria e Sicilia, rendendolo iconico, e particolarmente suggestivo. Fanno bene alla salute grazie alle forti presenze di sali minerali, come calcio, manganese, potassio e vitamine del gruppo A e C. Proteggono la pelle dal sole, sono di straordinaria bontà a tavola.
Zia Vincenzina del Vurdoj, l’anima della storica e splendida Grancia dell’alto crotonese, proprio in questa calda estate ha ‘inventato’ un frullato di fichi d’India, ulteriormente impreziosito da tracce di rare erbe della terra di Calabria.
«Si tratta di una bevanda meravigliosa, profumatissima, gustosa e dissetante», dice Franco Laratta, Amministratore Ismea, che da tanti anni segue e incoraggia le imprese agricole più giovani e innovative.
«In Calabria c’è ancora tanto da fare per valorizzare le nostre straordinarie produzioni agroalimentari. C’è possibilità di un notevole sviluppo e di un’importante crescita in termini di quantità e innovazione. I giovani ci chiedono sempre di più di essere sostenuti concretamente per poter entrare nel mondo delle imprese agricole», ha concluso Laratta.

 

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