Ecco il grande balzo del gasolio: 2,549 al litro. È il prezzo che questa mattina campeggia in un’area di servizio dell’A2, nel tratto calabrese dell’Autostrada del Mediterraneo. In self-service costa qualche decina di centesimi in meno. La benzina leggermente più bassa, leggermente.

Un dato che colpisce è il silenzio dell’autostrada. Nessuna fila, nessun ingorgo, nessun serpentone di auto dirette verso le spiagge calabresi. Si viaggia lisci, senza rallentamenti. Persino i cantieri, miracolosamente, sono spariti. Per una decina di giorni all’anno l’A2 sembra finalmente un’autostrada normale. Ma nessuno si faccia illusioni: dal 17 agosto torneranno, probabilmente più numerosi di prima.

La sensazione, però, è che non siano i cantieri a mancare. Mancano le automobili.

Per mesi si è raccontata un’altra storia. Quella di un’estate straordinaria, di prenotazioni record, di turisti provenienti da tutto il mondo, della Calabria finalmente consacrata come una delle grandi destinazioni del Mediterraneo.

Poi arriva la realtà.

Gli operatori turistici parlano di clienti che passano ma non si fermano. I ristoratori denunciano un calo delle presenze. I gestori dei lidi descrivono una stagione molto al di sotto delle aspettative. Le località più famose appaiono anche affollate nelle ore di punta, ma il problema è un altro: si passeggia, si fotografa, magari si prende un gelato, poi si riparte. Si consuma poco, si spende pochissimo.

È il turismo della prudenza.

Le famiglie fanno i conti con un’inflazione che continua a pesare sui bilanci domestici. Fare il pieno costa sempre di più. Mangiare fuori è diventato un lusso. Anche una vacanza di pochi giorni richiede ormai un budget importante. Secondo le stime di Consumerismo e Facile.it, nell’estate 2026 gli italiani spenderanno complessivamente circa 2,3 miliardi di euro in più per gli spostamenti rispetto allo scorso anno. E a pagare un prezzo altissimo ci sono anche le imprese, le aziende, che avevano i fatti i conti con il carburante sotto i due euro di un bel po’. Ma tutto è stato smentito.

Oggi i prezzi della grande distribuzione fanno piangere le famiglie. Ormai in grave difficoltà anche per la spesa, trovandosi in una situazione drammatica, che a livello nazionale si ignora clamorosamente. Come se nulla stesse accadendo.

In Calabria il problema è ancora più evidente. Federconsumatori denuncia prezzi dei carburanti superiori alla media nazionale e chiede un intervento sulle accise, sottolineando che il gasolio regionale viaggia mediamente oltre i 2,20 euro al litro e che i rincari pesano direttamente sulle famiglie e sull’intera filiera turistica.

Sulle aree di servizio dell’A2 non è raro trovare il gasolio servito oltre i 2,50 euro al litro. E la benzina è poco sotto.

La conseguenza è sotto gli occhi di tutti.

La Calabria continua a essere una regione bellissima da visitare, ma sempre più costosa da raggiungere. Se arrivare qui significa spendere centinaia di euro tra carburante, viaggio e servizi, molti rinunciano oppure accorciano il soggiorno. Chi arriva, spesso, cerca di contenere ogni spesa.

E così l’estate del grande rilancio rischia di diventare l’estate delle occasioni perdute.

Perché il turismo non vive di comunicati stampa, di slogan o di statistiche diffuse a metà agosto. Vive di tavoli occupati, di alberghi pieni, di lidi che lavorano, di negozi che incassano.

E soprattutto di automobili.

Quelle che oggi, sull’A2 Salerno-Reggio Calabria, si vedono molto meno del previsto.

L’autostrada scorre veloce, forse troppo. E mentre il traffico diminuisce, l’unica cosa che sembra continuare a salire è il prezzo esposto sui tabelloni dei distributori.

Quello, purtroppo, non conosce ferie.