I disordini e le violente proteste scoppiate nelle ultime settimane in Francia hanno costretto il colosso della grande distribuzione Carrefour a rivedere drasticamente al ribasso le proprie previsioni finanziarie per il 2026.

Circa cinquanta punti vendita dell'azienda sono stati saccheggiati o gravemente danneggiati durante le sommosse, provocando una drastica riduzione dell'affluenza dei clienti e un aumento considerevole delle spese legate alla sicurezza.

I manifestanti hanno assaltato e svuotato oltre 20 tra minimarket e supermercati di altre note catene.  

Il Conseil du Commerce de France ha sollecitato il governo a rafforzare la sicurezza degli esercizi commerciali, chiedendo anche l’attivazione urgente di un’unità interministeriale dedicata alla protezione delle imprese.

A causa di questo scenario, definito senza precedenti, la società prevede un impatto massimo sulla redditività di circa duecento milioni di euro e una flessione del valore delle proprie azioni sul mercato azionario.

Tale clima di forte incertezza e la contrazione dei consumi stanno penalizzando l'intero settore commerciale transalpino, inclusi i grandi marchi del lusso come Hermès e Kering, con Gucci tra i brand in maggiore flessione, i quali hanno registrato una frenata nei loro ultimi risultati trimestrali.

Nella giornata di venerdì, le azioni Carrefour hanno registrato alla Borsa di Parigi una flessione intraday arrivata fino al 15%, segnando il calo più marcato dal 2017. Il titolo si è poi attestato su un ribasso compreso tra il 13,77% e il 14%, negoziando a quote di 13,98 - 14,06 euro. L'andamento è in forte controtendenza rispetto al listino principale parigino, che si muoveva invece in lieve rialzo (+0,64%). Gli analisti prevedono una possibile estensione al ribasso.

L'ondata di violenze non ha risparmiato il debito sovrano francese, provocando un rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato e un ampliamento dello spread dei governativi transalpini.

Tradotto in soldoni, significa che il marchio perde appeal anche per gli investitori e deve affrontare scenari critici inattesi. Il primo, evidenziato dalla stessa azienda, è il calo delle presenze nei punti vendita e per effetto diretto anche degli acquisti, legati al timore di nuovi disordini e di nuovi episodi di violenza.

Una situazione che naturalmente non riguarda solo Carrefour ma che si proietta su tutto il settore commerciale e mette a rischio gli approvvigionamenti dei beni di prima necessità.

Il conto dei disordini: saccheggi, coprifuoco e costi di sicurezza

A Parigi, Rouen, Lione, Marsiglia, Lille, Rennes, Orléans, Tolosa e Angers le proteste contro il carovita sono sfociate in assedi e saccheggi a negozi e centri commerciali.

Gruppi di manifestanti hanno preso di mira centinaia di negozi, infrangendo vetrine e saccheggiando merci. L'amministratore delegato di Carrefour, Alexandre Bompard, ha definito gli assalti ai centri commerciali una «situazione senza precedenti in Francia». Le conseguenze operative per il gruppo risultano particolarmente gravose.

L'imposizione dei coprifuoco e i timori per la sicurezza hanno causato una minore affluenza di clienti, la riduzione degli orari di apertura dei punti vendita e ripercussioni negative sull'attività dei magazzini.

Si è registrato un significativo aumento dei costi legati alla sicurezza e alla logistica. Il gruppo stima che l'impatto massimo sulla redditività si attesterà attorno ai 200 milioni di euro. La preoccupazione del management è accresciuta dalla prossimità del cruciale periodo delle festività di fine anno, una fase determinante per i consumi, sui quali pesano già i rincari dei costi energetici.

Nuove previsioni al ribasso

Il peggioramento del quadro sociale ha spinto Carrefour a ridefinire i propri obiettivi finanziari per il 2026. La previsione iniziale di una crescita a una cifra elevata, tra il 5% e il 9%, è stata ridotta a una stima di stabilità o lieve incremento, compresa tra lo 0% e il 5%. Il piano di investimenti per l'anno in corso è stato ridimensionato da 1,7 a 1,6 miliardi di euro.

L'ad Bompard ha comunque inteso rassicurare gli investitori, ribadendo che la «rotta strategica resta invariata».

I numeri di bilancio del terzo trimestre

L'allarme utili giunge al termine di un terzo trimestre che aveva registrato performance operative positive. Tra luglio e settembre, le vendite consolidate di Carrefour sono cresciute del 2,3% a parità di perimetro , raggiungendo 22,7 miliardi di euro e superando le attese degli analisti stimate al +2,1%, con un aumento su base contabile del 3,9%.

Sul solo mercato francese, i ricavi si sono attestati a 11,9 miliardi di euro, +1,2%, sostenuti dall'integrazione della rete Cora e da campagne di riduzione dei prezzi. Inoltre, il 19 ottobre, l'azienda ha confermato i propri piani di espansione annunciando un accordo con la belga Colruyt per acquisire la rete di negozi alimentari di prossimità Codifrance per un valore di 152 milioni di euro.

Ripercussioni sul settore retail e sul lusso

Carrefour è la prima azienda commerciale a quantificare l'impatto finanziario dei disordini, ma le ripercussioni potrebbero estendersi a tutto il settore della distribuzione e del lusso in Francia.

I dati del terzo trimestre diffusi il 22 ottobre 2026 evidenziano già un rallentamento generale del comparto a causa del rallentamento in Asia e della frenata in Medio Oriente, causata dal conflitto Usa/Israele-Iran.

Hermès International ha registrato ricavi per 4,1 miliardi di euro (+4,3% a tassi di cambio costanti), registrando un tasso di espansione inferiore alle previsioni a causa delle difficoltà in Asia e Medio Oriente, pur mantenendo un incremento a doppia cifra (+10,8%) nella divisione pelletteria e selleria. Kering ha riportato un fatturato di 3,345 miliardi di euro (stabile a cambi correnti, -1% su base comparabile). Il gruppo è stato penalizzato dalle prestazioni del marchio Gucci, sceso a 1,29 miliardi di euro (-4% a dati correnti, -6% comparabile).

L'evoluzione delle tensioni sociali e la tenuta dei consumi nelle prossime settimane si confermano dunque la variabile decisiva per le vendite del settore retail durante il periodo di fine anno.