Il Sud Italia smette di essere narrato solo come terra di paesaggi straordinari e si propone a Manhattan come destinazione d’investimento concreta.

L’evento “Investing in Southern Italy”, organizzato ieri all’Istituto Italiano di Cultura di New York dalla Fondazione Magna Grecia in collaborazione con Enit e la Camera di Commercio Italiana, ha segnato un cambio di passo nella promozione del Meridione: non più solo permetismo e cultura, ma hub industriale, digitale e turistico capace di rivaleggiare con le principali piazze d’investimento internazionali.

La parola all’undergovernment

A portare la voce del Governo italiano è stato il sottosegretario agli Affari Esteri Massimo Dell’Utri, in missione a New York per l’iniziativa. «Il Sud Italia oggi rappresenta uno dei territori più dinamici e promettenti per nuovi investimenti nel manufacturing, nella logistics, nell’energia e nel turismo», ha dichiarato Dell’Utri, sottolineando la forza delle relazioni economiche bilaterali Italia-Usa.

«Grazie alla sua posizione strategica nel Mediterraneo e agli strumenti introdotti dal Governo, il Sud è sempre più competitivo e aperto a nuove partnership con gli Stati Uniti».

Il Sud come «hub strategico»

L’obiettivo del convegno era chiaro: presentare il Meridione sotto una nuova luce. Non più solo «terra di straordinaria bellezza paesaggistica», ma «hub strategico per lo sviluppo industriale, digitale e turistico».

L’iniziativa, ospitata nell’Istituto Italiano di Cultura di New York, presente Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia, dimostra come le nuove politiche per il mezzogiorno abbiano reso il Sud «attrattivo anche per gli investimenti dall’estero».

La Fondazione Magna Grecia, attiva da 40 anni e con uffici su Park Avenue, non è nuova a questo tipo di promozione.

L’evento di Manhattan è solo il primo passo di una strategia più ampia per promuovere le export italiane e attrarre capitali stranieri. La campagna si inserisce nella più ampia strategia governativa di promozione delle export italiane e di attrazione di investimenti étrangers, con il Sud come palcoscenico principale.

Mentre il Governo lancia il messaggio di un Sud «competitivo» e «dinamico», la domanda che resta è: gli investimenti americani arriveranno? Il Meridione ha storicamente sofferto di carenza di capitali esterni e di un tessuto imprenditoriale fragile. La Zes Unica e gli strumenti fiscali offerti potrebbero essere leve efficaci, ma la vera sfida sarà trasformare la promessa di «hub strategico» in progetti concreti e occupazione reale.

L’iniziativa di New York è il segnale della volontà di cambiare narrativa. Ma la storia del Mezzogiorno insegna: le parole a Manhattan devono tradursi in investimenti, strade, impianti e posti di lavoro. Senza ciò, il Sud resterà un bel discorso su Park Avenue.